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PIANO REGIONALE DI PREVISIONE, PREVENZIONE E LOTTA ATTIVA
CONTRO GLI INCENDI BOSCHIVI 2005-2007

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(documento integrale tratto dal pdf disponibile sul sito della regione autonoma della sardegna. per tutti i riferimenti di tabelle e grafici potete consultare il documento in formato pdf)

Competenze del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (poteri-doveri degli organi)

La L.R. n.31/98 e il D.P.G.R. n.4/2000 così come modificato dal D.P.G.R. n.159/2004, operano poi un ulteriore riparto della materia in seno all’Assessorato stesso attribuendo le linee di attività antincendio al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. Nello specifico, per quello di interesse nella presente trattazione, le norme in esame stabiliscono che ”la pianificazione, previsione e coordinamento in materia antincendio boschivo e nelle campagne” spettano alla Direzione Generale – Servizio Coordinamento e Controllo degli Interventi – del Corpo medesimo.

Competenze della Stazione Forestale e di Vigilanza Ambientale

Nel percorso interpretativo in materia, va quindi rilevato che il presente Piano antincendio individua nella Stazione Forestale e di Vigilanza Ambientale in quanto coincidente con il C.O.C, la prima unità operativa di intervento sui singoli obiettivi prioritari da difendere. Per effetto delle disposizioni statali e regionali citate, ne consegue quindi il radicamento per materia e per territorio in questa articolazione operativa del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (e nel personale ad essa effettivo) del compito, in via ordinaria, di “coordinamento delle operazioni di spegnimento”.

Competenze del personale assegnato alle categorie del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale

Per il principio della gerarchia funzionale, fatto salvo dall’articolo 16, comma 4, della L.R. 26/85, la figura del “coordinatore delle operazioni di spegnimento”, viene quindi poi di regola assunta automaticamente dal più elevato in grado tra il personale della Stazione Forestale competente per territorio, che interviene sull’incendio. Di tale assunzione di ruolo, il “coordinatore delle operazioni di spegnimento” informa tutte le forze intervenute e il C.O.P. sovraordinato, specificando il proprio nominativo.

2.4.2. Sostituzione del “coordinatore delle operazioni di spegnimento” La figura del “coordinatore delle operazioni di spegnimento”, individuata secondo i canoni ermeneutici che precedono, deve tuttavia trovare un suo necessario completamento di discplina anche per tutti i restanti e ricorrenti casi in cui per diversi motivi non possa ritenersi ricompresa nella regola ordinaria. Tali ultime fattispecie, devono essere regolamentate col presente Piano antincendi. Al riguardo, infatti, la Legge 353/2000 nelle Linee-guida citate, al punto 20, stabilisce come norma di principio che “il piano prevede ………la figura del coordinatore delle operazioni” fissando così nella Regione un potere generale di determinazione amministrativa in materia, che legittimamente può essere utilizzato per il completamento della disciplina delle parti non coperte da riserva di legge. Ciò anche per motivi legati alla maggiore efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa.

Casi di sostituzione del “coordinatore delle operazioni di spegnimento” L’operatore della Stazione del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale che secondo la regola ordinaria ha assunto le funzioni di “coordinatore delle operazioni di spegnimento”, può pertanto essere sostituito nei seguenti casi e con le seguenti procedure:

a. impedimento fisico o psichico Realizzandosi tale evenienza, l’interessato, se ne è in grado, o i collaboratori, né danno comunicazione al C.O.C. competente, che designa il sostituto e ne da comunicazione al C.O.P.; b. sopravvenienza nell’incendio di operatore più elevato in grado della stessa Stazione competente per territorio. Nel caso di specie, il dipendente più elevato in grado della Stazione competente per territorio che sopraggiunge nell’incendio, previa valutazione e conseguente disposizione del C.O.P competente, rileva nelle funzioni il “coordinatore” in carica.

c. nei grandi incendi boschivi Nei “grandi incendi boschivi” le funzioni di “coordinatore delle operazioni di spegnimento” sono svolte “dal responsabile dell’Unità di crisi”, inviata dal C.O.P.

d. personale elitrasportato Le funzioni di “coordinatore delle operazioni di spegnimento” sono svolte dal responsabile della squadra elitrasportata inviata nell’incendio, per tutti i casi in cui questi giunga nel luogo dell’evento prima dell’arrivo degli effettivi della Stazione Forestale competente e comunque sino ad una diversa disposizione del C.O.P. Una volta che il“coordinatore delle operazioni di spegnimento” effettivo della Stazione Forestale giunge sul teatro dell’evento ne informa il C.O.P., che dispone l’eventuale avvicendamento.

e. incendi che interessano le giurisdizioni di più CC.OO.CC.. Le funzioni di “coordinatore delle operazioni di spegnimento” vengono assegnate dal C.O.P. ad uno dei coordinatori sulla base di considerazioni di opportunità al fine di garantire l’efficacia delle operazioni.

f. incendi che interessano la giurisdizione di più CC.OO.PP. Il C.O.R., individua il C.O.P. titolare del coordinamento delle operazioni di spegnimento; il C.O.P designato individua il “coordinatore delle operazioni di spegnimento” secondo le modalità sopra esposte

g. incendi che minacciano l’incolumità delle persone e l’integrità delle infrastrutture Dal momento in cui l’incendio minaccia l’incolumità delle persone o l’integrità delle infrastrutture civili, il coordinamento delle operazioni di spegnimento verrà integrato con i Soggetti previsti dalla vigente normativa in materia di Protezione Civile. Il “coordinatore delle operazioni di spegnimento” continua comunque ad esercitare le sue funzioni autonomamente sino a quando viene integrato.

2.4.3. Compiti del “coordinatore delle operazioni di spegnimento” Il Coordinatore delle operazioni di spegnimento è una persona in possesso di specifici requisiti, preparazione e capacità volte a : a) prevedere la probabile evoluzione dell’incendio boschivo; b) individuare rapidamente i rischi, connessi a quella previsione, per le persone, per le infrastrutture civili e per il patrimonio boschivo;

c) informare in maniera adeguata ed esaustiva il C.O.C. e il C.O.P. dell’eventuale pericolo per gli insediamenti urbani o turistico ricettivi affinché possano essere intraprese in tempo utile dall’Autorità competente, tutte le iniziative volte all’eventuale evacuazione;

d) quantificare adeguatamente le risorse necessarie per lo spegnimento, sia per quanto riguarda le squadre di lotta, sia per i mezzi terrestri ed aerei. e) dare puntuale indicazioni sui punti di approvvigionamento idrici idonei per i vari mezzi aerei e

terrestri disponibili; f) assumere la direzione gestionale delle operazioni di spegnimento; g) individuare la migliore strategia da adottare per lo spegnimento; h) fornire, se possibile e contestualmente all’evento, puntuali e utili indicazioni all’incaricato delle attività investigative al fine di avviare l’azione d’indagine; i) individuare il punto di insorgenza dell’incendio e provvedere alla sua preservazione; j) coordinare tutte le forze aeree e terrestri presenti, dialogando con i responsabili delle squadre dlotta; k) mantenere il contatto continuo con il C.O.C. e il C.O.P.; l) informare costantemente il C.O.C. sull’andamento delle operazioni di spegnimento e l’evolversi dell’incendio; m) valutare la necessità di ulteriori forze terrestri e/o aeree; n) coordinare le operazioni di lancio dei mezzi aerei mediante collegamento radio T.B.T. o) richiedere al C.O.P. con adeguato anticipo, la eventuale disattivazione delle linee elettriche aeree presenti nella zona di spegnimento; p) disporre, nei casi previsti e secondo le modalità più opportune, lo sgombero dell’area interessata al lancio d’acqua dai mezzi aerei; q) autorizzare il lancio d’acqua dai mezzi aerei; r) autorizzare l’utilizzo della tecnica di spegnimento con il “controfuoco”; s) trasmettere al C.O.C. e/o al C.O.P. gli orari relativi alla movimentazione dei mezzi aerei nella zona delle operazioni; t) assicurare che l’incendio sia realmente spento e che tutte le operazioni di bonifica portino al completo “raffredamento del fronte”, prima di abbandonare la zona incendio; u) disporre, previo informazione al C.O.P. che autorizza, l’allontanamento dei mezzi terrestri e aerei ritenuti non più necessari; v) dichiarare, d’intesa con il C.O.P. , “il fine incendio” e diramare l’ordine di abbandono progressivo delle forze in campo;

w) disporre le misure necessarie, anche nei giorni seguenti, al fine di evitare la riaccensione dell’incendio;

x) raccogliere tutti dati necessari alla compilazione del modello INCE;

y) compilare e sottoscrivere il modello INCE, mettendolo a dispozione della Stazione Forestale competente.

Al fine di trasmettere le informazioni in modo ordinato, il C.O.S. si potrà servire di una scheda tascabile simile a quella allegata al presente piano.

Al fine di poter svolgere le funzioni assegnate, il C.O.S. dovrà pertanto :

-conoscere perfettamente il territorio in cui opera;

-conoscere le caratteristiche tecniche dei mezzi terrestri e aerei disponibili;

-avere elevate capacità gestionali e di coordinamento;

-avere elevate capacità comunicative e di sintesi;

-conoscere i linguaggi e le procedure di comunicazione radio;

-conoscere tutte le tecniche di spegnimento degli incendi in funzione delle specie vegetali interessate;

-conoscere tutte le procedure vigenti in materia di lotta attiva antincendio.

2.4.4 Coordinamento delle operazioni antincendio in assenza del personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale Con riferimento agli ordinamenti interni degli altri enti che partecipano istituzionalmente alla lotta attiva contro gli incendi boschivi, in assenza del “coordinatore delle operazioni di spegnimento” del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e per le sole operazioni di spegnimento a terra specificate nelle lettere a, b, c, d, e, f, g, h, l, del precedente paragrafo 2.4.3., le medesime funzioni sono svolte dal personale presente sull’incendio, e tra questo, nell’ordine, dal più elevato in grado del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dal personale dell’Ente Foreste della Sardegna , dal più elevato in grado della Compagnia Barracellare.

3. LA RICOGNIZIONE E LA RICOGNIZIONE “ARMATA” Per diversi anni è stata effettuata una ricognizione aerea sia mediante mezzi aerei ad ala fissa che ad ala rotante. I casi in cui dai ricognitori sono stati avvistati degli incendi in anticipo rispetto al più tradizionale sistema delle vedette sono stati rarissimi. D’altro canto il presidio del territorio regionale mediante mezzi aerei risulterebbe costosissimo, poichè tutto il territorio Regionale, durante la stagione estiva risulta essere a rischio incendi anche se con livelli variabili nel territorio. Il costo di tale servizio di ricognizione risultava elevato in funzione dei risultati prodotti, pertanto da alcuni anni è stato abbandonato. In via sperimentale, nelle giornate dichiarate ad elevato pericolo il C.O.R. può programmare una ricognizione “armata” con i velivoli ad ala fissa “Fire-Boss”, tale attività, già sperimentata dal dipartimento di Protezione Civile con i Canadair, consiste in una ricognizione con mezzi aerei ad ala fissa operanti con a bordo una opportuna quantità di sostanza estinguente e/o ritardante, secondo piani di volo predeterminati . In caso di segnalazione di incendi il velivolo è già in volo e pertanto può intervenire immediatamente sul principio di incendio.

4. LA SORVEGLIANZA Nel territorio regionale la sorveglianza intesa come presidio del territorio viene effettuata mediante tre sistemi: a) la rete regionale delle postazioni di avvistamento fisse, costituita da circa 237 postazioni dislocate in punti particolarmente panoramici a presidio degli obiettivi prioritari da difendere. La dislocazione di tali presidi è rappresentata nella carta cartografia allegata. Le postazioni sono ubicate su terreni di proprietà regionale, comunale e privata e devono essere in ogni caso considerate sedi ordinarie di lavoro. Spesso i rapporti con i privati vengono rinnovati di anno in anno pertanto, fino ad ora non è stato possibile realizzare strutture fisse adeguate. Molte delle postazioni d’avvistamento versano in uno stato precario, e sono del tutto inadeguate alle funzioni alle quali sono chiamate ad assolvere.

b) impiego di pattuglie itineranti, garantito dal personale del Corpo Forestale, dell’Ente Foreste, da gruppi di Volontari, barracelli, e associazioni di cacciatori quasi sempre munite di modulo antincendio al fine di garantire il primo intervento, così come previsto nei Piani Operativi Ripartimentali. Le pattuglie effettuano percorsi prestabiliti nelle aree a più elevato rischio previa pianificazione effettuata dal C.O.C.. Tale attività viene potenziata nelle giornate ad elevato pericolo così come previsto dalle specifiche disposizioni e nei piani operativi ripartimentali.

c) Sistemi fissi di monitoraggio elettronici. L’ attività di sorveglianza viene effettuata, con particolare attenzione, lungo le viabilità particolarmente sensibili alla insorgenza degli incendi, estendendo tale attività anche alle ore notturne.

5. L’AVVISTAMENTO 5.1. La rete regionale delle postazioni di avvistamento fisse L’avvistamento rappresenta la fase d’individuazione del primo focolaio. Tale attività viene effettuata principalmente dalle strutture regionali mediante l’opera del personale di turno nelle postazioni fisse d’avvistamento (vedette), oppure mediante le pattuglie itineranti con compiti di sorveglianza. La rete regionale di avvistamento è riportata e descritta nella cartografia e nei tabulati allegati. L’avvistamento dei focolai effettuato dai privati residenti o che si trovano in transito nel territorio regionale può essere segnalato agli organi competenti mediante il numero verde istituito dalla Regione . Il numero verde storicamente istituito è l’800-865065, ma a partire dalla campagna antincendio 2005 è stato attivato il numero breve 1515 di emergenza ambientale e segnalazione incendi.

Gli incendi possono essere segnalati anche mediante gli altri numeri di Pronto Intervento della Polizia di Stato o dei Carabinieri (113 e 112). Il numero verde 1515, già adeguatamente diffuso a livello nazionale dal Ministero delle Poltiche Agricole e Forestali, necessita di una adeguata divulgazione anche a livello regionale. A tal fine tale numero verrà riportato su tutta la nuova segnaletica indicatoria inerente le strutture del C.F.V.A., da installare lungo la principale viabilità statale e provinciale. Inoltre il numero verrà inserito in tutte le future pubblicazioni informative in materia ambientale. Gli operatori che svolgono l’attività di avvistamento nelle postazioni fisse sono in parte inquadrati nei ruoli dell’Ente Foreste, mentre i restanti prestano la loro opera presso le Associazioni di Volontariato e le Compagnie Barracellari. Per svolgere l’attività di avvistamento le vedette sono dotate della cartografia relativa al territorio in cui operano, di binocoli, radio portatile, modulistica per la registrazione degli eventi e di altre attrezzature necessarie. Le funzioni principali di tali vedette sono legate alla comunicazione tempestiva ai C.O.C. e al C.O.P. dei seguenti dati : a) orario di avvistamento dell’insorgenza dell’incendio; b) località di insorgenza, accessibilità, condizioni meteo locali, e visibilità; c) personale eventualmente già presente sul posto; d) evoluzione dell’incendio; e) informazioni relative alla presenza di abitazioni e/o di persone; f) ogni altra notizia utile richiesta dal C.O.C..

Previ accordi tra i competenti Servizi Ripartimentali del C.F.V.A. e i Servizi Territoriali dell’Ente Foreste, nelle giornate a elevato pericolo di incendio vengono istituite ulteriori postazioni o servizi di avvistamento itinerante.

5.2 Il sistema di rilevamento automatico degli incendi Il Sistema è stato completato nel mese di luglio 2005 e, in attesa del collaudo finale, è stato utilizzato sperimentalmente nel corso della Campagna AIB 2005, come previsto dalla convenzione stipulata tra la RAS e il raggruppamento di imprese aggiudicatario. Attualmente è in corso il collaudo finale, che dovrebbe essere completato entro l’estate del 2006. Successivamente il sistema verrà consegnato definitivamente al Corpo Forestale.

5.2.1. Descrizione sintetica del Sistema di Rilevamento Automatico degli Incendi R.T.I. GALILEO AVIONICA/PROGENSAR/TELETRON Il Sistema prevede un Centro Operativo Regionale a Cagliari, quattro Centri Operativi Provinciali, 10 Centri Operativi Locali e 26 Postazioni Periferiche di Avvistamento distribuite sulle montagne nelle zone di pregio. Lo scopo è quello di monitorare le zone di particolare pregio ambientale sia con telecamere sul visibile che con sistemi all’infrarosso di tecnologia mista Galileo Avionica e Teletron Electronics.

I fondi per la sua realizzazione (pari a € 19.754.476,39) furono appositamente stanziati alla fine degli anni ottanta dal Governo nazionale per il progetto e la realizzazione di sistemi di monitoraggio elettronico in diverse regioni italiane a rischio incendi boschivi. La storia del sistema è lunga ed estremamente complessa. Il progetto e la realizzazione sono stati affidati nel 1990 ad un raggruppamento di imprese in regime di concessione e solo oggi si è arrivati al collaudo, dopo ben sei varianti e diverse proroghe. In particolare con l’ultima sono stati realizzati diversi lavori presso il Centro Operativo regionale, con l’acquisto tra l’altro di un Sistema Videowall, ove convergeranno i dati del sistema di rilevamento automatico degli incendi provenienti dai Centri Operativi Locali. E’ stato previsto inoltre il trasferimento delle immagini sul visibile provenienti dalle stazione periferiche, dai rispettivi COL alle Sale Operative Ripartimentali, mediante linee telefoniche dedicate. Occorre sottolineare che il progetto è ormai datato ed è difficilmente modificabile, sia sotto il profilo della tecnologia che sotto quello della logistica, soprattutto alla luce delle nuove e diverse esigenze che il Corpo ha maturato nei 15 anni seguenti al progetto originario. Non ci si può pertanto esimere dall’evidenziare che la sperimentazione degli impianti nel 2005 da parte del

C.F.V.A. è stata particolarmente pesante, con un impiego di uomini e risorse finanziarie non indifferenti e con risultati contraddittori e sostanzialmente non positivi sull’avvistamento degli eventi (soprattutto sulla tecnologia all’infrarosso). Infatti, mentre le telecamere sul visibile vengono utilizzate per il controllo del territorio e, ove possibile, per la gestione-valutazione degli eventi, la parte all’infrarosso evidenzia notevoli lacune nell’individuare con la tempestività necessaria la reale insorgenza di un focolaio, anche nella considerazione che la Regione dispone ormai da anni di un capillare sistema di 260 vedette prezioso ed affidabile. In tal senso qualsiasi eventuale implementazione futura dovrà essere attentamente vagliata da una puntuale analisi del rapporto costi/benefici per un sistema che, sebbene costituisca un patrimonio notevole dal punto di vista logistico e strategico (siti, tralicci, autorizzazioni, concessioni e frequenze radio, etc.), appare comunque di difficile riconversione. 6. L’ALLARME L’allarme rappresenta il momento di attivazione della struttura di lotta antincendio. La segnalazione proveniente dal sistema di avvistamento regionale viene ricevuta dai C.O.C. che immediatamente attivano le prime procedure di spegnimento e ne danno notizia al C.O.P. sovraordinato. Qualora il C.O.C. non sia momentaneamente raggiungibile, tale allarme potrà essere ricevuto direttamente dai C.O.P.. Alla segnalazione effettuata dai cittadini segue una verifica presso le postazioni di avvistamento regionali e nel caso di riscontro positivo il C.O.C. territorialmente competente attiva le prime procedure di spegnimento. Le segnalazioni eventualmente provenienti dai sistemi di monitoraggio elettronici vengono anch’esse verificate. E’ importante sottolineare che i casi in cui tale sistema ha segnalato un incendio in anticipo, rispetto al tradizionale sistema di avvistamento (vedette) sono stati rarissimi.

7. LO SPEGNIMENTO

Il C.O.C. rappresenta il livello organizzativo che, normalmente, per primo riceve l’allarme via radio o mediante rete telefonica e dispone il primo e immediato intervento di spegnimento, mediante le squadre a terra dislocate sul territorio di competenza, secondo le procedure di cui al paragrafo 2.3.1. Il coordinatore delle operazioni di spegnimento effettua una valutazione di previsione sulla più probabile evoluzione dell’incendio richiedendo, se necessario, ulteriori mezzi a terra provenienti da giurisdizioni limitrofe. Il C.O.S, qualora l’accessibiltà del sito da parte dei mezzi terrestri sia limitata o se ritiene opportuno e più efficace l’ausilio di un mezzo aereo, richiede l’intervento dei velivoli più idonei tra quelli disponibili. Al fine di limitare i danni conseguenti è fondamentale che tale valutazione venga fatta tempestivamente e con precisione. Ricevuta la richiesta di integrazione mezzi, il C.O.P. procede allo spostamento dei mezzi a terra. Nel caso in cui si renda necessario l’intervento dei mezzi aerei Regionali dislocati nel territorio di competenza, il C.O.P dispone e informa telefonicamente il C.O.R. del decollo inviando contestualmente il modello B compilato e ne richiede l’avallo operativo. Nel caso in cui il solo mezzo aereo regionale non sia sufficiente alla soppressione delle fiamme, il C.O.P. effettua di concerto con il C.O.S. le valutazioni necessarie al fine di richiedere l’intervento di un ulteriore mezzo aereo regionale dislocato fuori dalla propria giurisdizione o l’attivazione del concorso aereo nazionale. Nel primo caso il responsabile di turno C.O.R. valuterà, in funzione degli altri eventi in corso, la possibilità di inviare un ulteriore mezzo regionale; nel secondo caso attiverà la procedura di richiesta del concorso aereo nazionale, inviando al Centro Operativo Aereo Unificato (C.O.A.U) il modello B già ricevuto dal C.O.P. compilato in tutte le sue parti. Conclusa la prima fase di lotta, relativa alla spegnimento del/i fronte/i attivo/i, si procede alla seconda ma altrettanto importante fase della bonifica. Tale fase, da effettuarsi ordinariamente mediante mezzi a terra, ha lo scopo di eliminare eventuali piccoli focolai o punti “caldi” in grado di innescare anche a distanza di tempo, ed in concomitanza con fattori predisponenti (aumento della temperatura e del vento), una nuova combustione. Il coordinatore delle operazioni di spegnimento percorre tutto il perimetro della superficie incendiata, e accertata l’assenza di punti caldi o focolai attivi, dichiara l’incendio spento e autorizza le squadre ad abbandonare il sito. Nelle giornate a elevato pericolo d’incendio, o comunque se ritenuto necessario, il C.O.S. dispone un servizio di sorveglianza della zona incendiata mediante una o più pattuglie dotate di dispositivi individuali e mezzi idonei per fronteggiare una eventuale riaccensione. 7.1. Risorse idriche per lo spegnimento Le risorse idriche per lo spegnimento sono di due tipi , acque dolci e acque salate o salmastre. Il mare rappresenta la risorsa idrica fondamentale per lo spegnimento mediante mezzi aerei ad ala fissa poiché i laghi idonei per tale scopo sono veramente pochi e in alcune stagioni presentano un livello inadeguato. La sua vicinanza rispetto alle zone interne dell’isola consente l’utilizzo anche per i mezzi ad ala rotante.

Le acque dolci sono distribuite su tutto il territorio isolano e si trovano stoccate in bacini o vasconi con caratteristiche costruttive e capacità non omogenee; si passa da sistemi di raccolta provvisionali come i vasconi mobili aventi capacità di pochi metri cubi, a laghi artificiali di capacità di alcune centinaia di milioni di metri cubi. La cartografia allegata riporta le risorse idriche idonee per lo spegnimento, distinte in funzione della loro idoneità all’attingimento con i diversi mezzi quali Canadair, Helitanker, elicotteri di piccola capacità e autobotti. I piani operativi ripartimentali elencano e descrivono in dettaglio la risorsa idrica disponibile e la sua consistenza. L’Ente Foreste provvede all’approvvigionamento idrico dei vasconi antincendio interni al territorio amministrato e di quelli ad esso limitrofi.

7.2. La viabilità d’accesso La viabilità d’accesso è costituita da una viabilità principale di strade Statali e Provinciali, e da una fitta maglia di strade secondarie comunali, vicinali e intercomunali. I piani ripartimentali contengono una descrizione di dettaglio della viabilità regionale.

7.3. Caratteristiche e dislocazione dei mezzi aerei regionali La flotta aerea del servizio regionale antincendi è costituita da diverse tipologie di velivoli aventi ciascuna le seguenti principali caratteristiche tecniche :

-“AIRTRACTOR FIRE BOSS 802 A” velivolo ad ala fissa. Nella fusoliera del “FIRE BOSS 802A” è situato un serbatoio per il liquido estinguente avente una capacità totale di circa 3100 litri. Il pescaggio avviene attraverso un flottaggio alla velocità di circa 130 Km/h attraverso il quale, per mezzo di un apposita valvola di carico l’acqua viene convogliata all’interno del serbatoio per poter poi essere sganciata sul bersaglio, anche in più riprese, mediante appositi dispositivi posti sulla cabina di comando. La corsa effettiva per il pescaggio, detta (scooping) è di circa 800 metri e dura circa 10’’ ai quali bisogna ovviamente sommare i corridoi di ammaraggio ed un decollo indispensabili per che l’intera operazione si svolga in tutta sicurezza.

-“AGUSTA BELL 412”: elicottero di elevata potenza e versatilità, già in dotazione al Corpo Forestale dello Stato. Può raggiungere una velocità massima di 260 Km/h e trasportare sino a quindici persone compreso l’equipaggio. Nell’attività antincendio impiega una benna a secchio della capacità di circa 1000 litri, appesa su gancio baricentrico. Il velivolo, in assoluto, si adatta ottimamente per svariati altri impieghi, dal semplice trasferimento del personale a più impegnativi interventi di soccorso.

-“AEROSPATIALE 315B LAMA”: elicottero dotato di notevole potenza operativa e versatilità d’impiego. Sviluppa una velocità massima di 210 Km/h e può trasportare sino a cinque persone compreso l’equipaggio. Il velivolo è dotato di benna al gancio baricentrico tipo “Bamby Bucket” o di serbatoio ventrale. Il serbatoio ventrale, impiegato nelle operazioni di spegnimento, ha una capacità pari a circa 800 litri e viene riempito mediante apposita pompa aspirante, calata sullo specchio d’acqua mentre il velivolo è in “overing”. Qualora vi sia la necessità di utilizzare sostanze ritardanti, il “Lama” è dotato di un sistema di miscelazione automatica.

-“ECUREIL AS 350 B3”: elicottero con un ottimo rapporto di velocità e potenza, può infatti raggiungere i 260 Km/h., trasportando sino a sei persone compreso l’equipaggio. Il velivolo è dotato di benna al gancio baricentrico tipo “Bamby Bucket” o di serbatoio ventrale. Come il precedente velivolo, per le operazioni antincendio è dotato di un serbatoio ventrale della capacità pari a circa 900 litri il quale viene riempito mentre il velivolo è in “overing” sullo specchio d’acqua. Questo velivolo, oltre agli impieghi antincendio, viene considerato di ottimo impiego nei trasferimenti veloci di personale, operazioni di soccorso e protezione civile.

-“PZL SOKOL” : elicottero biturbina dotato di notevole potenza operativa e versatilità d’impiego in dotazione al Consorzio Costasmeralda . Può raggiungere una velocità massima di 225 km/h e può trasportare sino a 12 persone, compreso l’equipaggio. Nell’attività antincendio impiega una benna tipo “Bamby Bucket “ a secchio della capacità di circa 1600 litri, appesa su gancio baricentrico. Il velivolo, in assoluto, si adatta ottimamente per svariati altri impieghi, dal semplice trasferimento del personale a più impegnativi interventi di soccorso.

Al fine di garantire la tempestività degli interventi di spegnimento, soprattutto in relazione agli obiettivi prioritari da difendere, i mezzi aerei regionali sono dislocati su 11 basi operative antincendio (B.O. A.I.B.) distribuite sul territorio in modo adeguato, secondo i periodi di operatività specificati nella tabella che segue. Il velivolo AB 412, ordinariamente dislocato sulla B. O. di Fenosu (OR), è disponibile per tutto l’arco dell’anno e può essere impiegato, oltre che per la specifica lotta antincendio, anche in attività istituzionali del C.F.V.A tra le quali è particolarmente importante quella di protezione civile, nelle quali l’impiego del mezzo aereo risulta spesso indispensabile. Le basi operative di ultima istituzione, (Bosa e Pula) sono state ubicate in conformità a quanto scaturito dalla redazione della carta del rischio di incendio boschivo. In caso di necessità potrà inoltre farsi ricorso alle prestazioni occasionali di altri aeromobili privati, operanti sul territorio e opportunamente attrezzati e autorizzati per l'attività di spegnimento degli incendi e/o per il trasporto di attrezzature e personale.

I mezzi aerei regionali sono così dislocati: (rif pdf)

Il Corpo Forestale e di V.A. stipula una convenzione con il Consorzio Costasmeralda al fine di utilizzare, in casi di emergenza, il velivolo PZL Sokol per interventi antincendio al di fuori del territorio del Consorzio. L’utilizzo del velivolo avviene esclusivamente previa autorizzazione del Comandante del Corpo forestale e di

V.A. o del Direttore del servizio Coordinamento Controllo degli Interventi e dell’Antincendio. I periodi di operatività indicati nella precedente tabella sono orientativi e possono comunque subire modifiche in funzione dell’andamento climatico stagionale . Le B.O. sono ordinariamente coordinate da un sottufficiale del C.F.V.A., e presso le stesse staziona la squadra elitrasportata. Le comunicazioni tra C.O.R., C.O.P., e B.O. avvengono mediante linee telefoniche dedicate (punto a punto).

Nelle B.O. , se possibile, verrà attivato il servizio mensa usufruibile da tutto il personale in servizio presso le stesse o in transito. Qualora non fosse possibile attivare il servizio mensa, al personale in servizio spetta il buono pasto sostitutivo di valore pari a quello previsto dalle vigenti norme contrattuali.

7.4. caratteristiche e dislocazione dei mezzi aerei nazionali

La flotta aerea del servizio regionale antincendi è all’occorrenza implementata da una serie di velivoli, ad ala fissa e rotante, messi a disposizione dal Dipartimento della Protezione Civile e trovano ordinaria dislocazione (salvo movimentazioni disposte dal C.O.A.U.) in due Basi Operative dell’isola e presso l’aereoporto di Olbia. Il concorso operativo di tali velivoli, detto “concorso aereo nazionale”, viene attivato dal C.O.R. sulla base di valutazioni effettuate in seguito alla richiesta ricevuta dal C.O.P. In caso di eventi di particolare gravità il C.O.R. potrà richiedere l’intervento di ulteriori velivoli ad ala fissa, di elevata capacità, che il Dipartimento della Protezione Civile tiene a disposizione su basi logistiche nazionali. I mezzi aerei nazionali, dislocati ordinariamente nell’isola, presentano ciascuno le seguenti principali caratteristiche tecniche :

-“ERICKSON S-64F HELITANKER”: elicottero di notevoli dimensioni e potenza, in dotazione al Dipartimento della Protezione Civile. Questo velivolo, nato per il trasporto di carichi eccezionali, trova nell’impiego antincendio la sua massima espressione. Se in trasferimento è in grado di raggiungere una velocità massima di circa 200 Km/h, durante l’intervento antincendio può, grazie alla strumentazione di bordo gestire ottimamente lo sgancio del liquido estinguente. Il serbatoio, della capacità massima di 6000/9000 litri ( in funzione del modello) permette di riversare la massa d’acqua con frazionate e mirate operazioni di sgancio. Il riempimento del serbatoio, effettuato in “overing” mediante pompa aspirante, può essere completato in 45 secondi.

-“CANADAIR CL 415”: velivolo ad ala fissa, specificamente progettato per la lotta antincendio, in dotazione al Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. Nella fusoliera del “CL 415” sono situati due serbatoi per il liquido estinguente per una capacità totale di circa 5300 litri. Il pescaggio avviene attraverso un flottaggio alla velocità di circa 130 Km/h attraverso il quale, per mezzo di appositi ugelli l’acqua viene convogliata all’interno dei due serbatoi per poter poi essere sganciata sul bersaglio, anche in più riprese, mediante appositi comandi posti sulla cloche di comando. La corsa effettiva per il pescaggio, detta (scooping) è di circa 600 metri e dura 10’’ ai quali bisogna ovviamente sommare i corridoi di ammaraggio ed un decollo indispensabili per che l’intera operazione si svolga in tutta sicurezza. L’impiego del Canadair garantisce, grazie all’esperienza ed al valore dei piloti, un indiscusso supporto nelle operazioni di spegnimento, ormai accertato in tutte le trascorse campagne antincendio.

-“AGUSTA BELL 412”: elicottero di elevata potenza e versatilità, già in dotazione al Corpo Forestale dello Stato. Può raggiungere una velocità massima di 260 Km/h e trasportare sino a quindici persone compreso l’equipaggio. Nell’attività antincendio impiega una benna a secchio della capacità di circa 1000 litri, appesa su gancio baricentrico. Il velivolo, in assoluto, si adatta ottimamente per svariati altri impieghi, dal semplice trasferimento del personale a più impegnativi interventi di soccorso.

I mezzi aerei nazionali sono così dislocati: (rif pdf)

7.5. Squadre di lotta elitrasportate

La squadra di lotta elitrasportata è di norma composta da personale inquadrato nei ruoli del C.F.V.A. . Il responsabile della squadra elitrasportata, da individuarsi preventivamente, assume anche la funzione di coordinatore delle operazioni di spegnimento nei casi in cui il C.O.S. afferente al C.O.C. territorialmente competente non operi nel teatro delle operazioni di spegnimento. Il responsabile della squadra elitrasportata verifica l’efficienza di tutti gli appartati radio sia operanti su frequenza isoonda che su frequenza aeronautica (T.B.T.) nonchè del telefono cellulare, atomizzatori, taniche acqua, taniche carburante e dei dispositivi di protezione individuale. Presso le basi operative A.I.B., ove vi sia carenza numerica di operatori specializzati del CFVA e nelle quali il tipo di mezzo rischierato lo consenta in termini di prontezza e autonomia, presterà servizio anche personale elitrasportato dell’Ente Foreste adeguatamente formato con funzioni di operatori addetti alla lotta attiva.

7.6. Squadra di lotta elitrasportata speciale

Presso la Base Operativa di Fenosu è istituita la squadra di lotta elitrasportata speciale composta esclusivamente da personale inquadrato nei ruoli del C.F.V.A. . Il responsabile della squadra elitrasportata, da individuarsi preventivamente, assume una volta giunto sul teatro delle operazioni di spegnimento, la funzione di coordinatore delle operazioni di spegnimento anche nei casi in cui il C.O.S. afferente al C.O.C. territorialmente competente non stia operando. Il responsabile della squadra elitrasportata speciale verifica l’efficienza di tutti gli appartati radio sia operanti su frequenza isoonda che su frequenza aeronautica (T.B.T.) nonchè del telefono cellulare, atomizzatori, taniche acqua, taniche carburante e dei dispositivi di protezione individuale. Tale squadra è formata dal personale dei Servizi Territoriali di Cagliari, Oristano, Nuoro che nel tempo ha maturato una particolare esperienza ed ha acquisito specifiche competenze nella gestione e nel coordinamento di incendi boschivi complessi.

7.7. Squadre terrestri 7.7.1.

Squadre terrestri del C.F.V.A. (pattuglie) Le squadre terrestri del C.F.V.A. vengono ordinariamente istituite in ogni C.O.C. e potenziate nelle arre protette nazionali e regionali, così come meglio specificato nei piani operativi ripartimentali. Ogni squadra è dotata di autobotti di tipo medio-pesante e di fuoristrada di tipo cassonato. Ogni operatore è munito di specifici dispositivi di protezione individuale ed è responsabile della loro efficienza. Il responsabile della squadra a terra del C.F.V.A. assume di norma le funzioni del coordinatore delle operazioni di spegnimento nell’ambito della giurisdizione territoriale di appartenenza. I turni di servizio, le reperibilità, la composizione delle squadre, i mezzi a disposizione e la dislocazione sono definiti nel dettaglio dai piani operativi ripartimentali, anche con riferimento agli incendi notturni.

7.7.2. Squadre dell’Ente Foreste

La squadra è costituita da un numero variabile di 2 -5 unità in funzione del mezzo impiegato. L’operatore di lotta A.I. è il preposto alle operazioni di spegnimento e bonifica. Ciascun operatore è adeguatamente equipaggiato con D.P.I. (dispositivi di protezione individuale) ed dotato delle necessarie attrezzature di lavoro. Ogni squadra è dotata di mezzi e attrezzature di squadra che verranno utilizzati dagli operatori opportunamente formati e addestrati. La dislocazione territoriale e i turni di servizio dei nuclei di lotta, definita d’intesa con l’Ente Foreste, è specificata nel dettaglio nei piani operativi ripartimentali, anche con riferimento agli incendi notturni. Le squadre di lotta sono guidate da un responsabile di squadra e vengono movimentate dal C.O.C secondo le procedure precedentemente descritte. La movimentazione della eventuale seconda squadra dislocata a presidio dei perimetri forestali amministrati dall’Ente Foreste viene disposta dal responsabile del C.O.P, su richiesta del C.O.C., di concerto con il Funzionario dell’Ente Foreste ivi presente.

7.7.2.1. Responsabile di turno dell’E.F.R.S.

La funzione del responsabile è quella di coordinare sul campo le squadre dell’E.F.S. su disposizioni del Coordinatore delle Operazioni di Spegnimento, inoltre, garantisce un’adeguata informazione al Funzionario dell’E.F.S. presso il C.O.P. In particolare svolge le seguenti funzioni :

• guidare le squadre di bonifica secondo le indicazioni impartite dal Coordinatore delle Operazioni di spegnimento; • organizza, per quanto di competenza, e partecipa all’attivazione dell’autocolonna antincendio anche per interventi al di fuori dall’ambito territoriale; controllare l’operatività delle squadre nel corso delle operazioni di spegnimento e/o bonifica verificandone l’efficacia di intervento, il rispetto delle procedure di sicurezza e delle prescrizioni comportamentali.

7.7.2.2. Il responsabile della squadra dell’E.F.R.S.

L’incarico di responsabile di squadra sarà rivestito da un autista di autobotte e/o autista di automezzo leggero qualificato e incaricato della responsabilità del mezzo (autista di autobotte e/o autista di automezzo leggero). I responsabili di squadra d’intervento dell'Ente Foreste, se non affiancati da un Responsabile di turno, sono gli unici interlocutori per le strutture operative del C.F.V.A.. Tali figure saranno facilmente identificabili mediante distintivo.

Il responsabile di squadra su disposizione del Coordinatore delle Operazioni di Spegnimento o del responsabile di turno (se presente) guida le squadra di lotta nelle attività di spegnimento e bonifica; verifica la dotazione antincendio della propria squadra e il corretto utilizzo dei D.P.I.; inoltre verifica quotidianamente la funzionalità e l’efficienza delle dotazioni di reparto ed individuali.

7.7.3. Squadre di bonifica dell’E.F.R.S.

L’Ente Foreste costituisce squadre specializzate nelle operazioni di bonifica, composte da almeno 4 operatori dotati di attrezzature idonee agli interventi di spegnimento e bonifica, ed in particolare di atomizzatore, motoseghe, marre, badili, zappe, motopompe.

7.8. L’ Unità di Crisi 7.8.1.

Costituzione, allertamento e impiego dell’Unità di crisi per il coordinamento delle operazioni di spegnimento Per “Unità di crisi” si intende una squadra costituita con personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, specializzata nel coordinamento delle operazioni di spegnimento. Ogni Servizio Territoriale del C.F.V.A. istituisce, presso la propria struttura, almeno una unità di crisi.

7.8.2. Composizione dell’Unità di Crisi

L’Unità di Crisi è costituita da un gruppo di persone, già in regime di reperibilità, che andranno a formare, al momento dell’intervento, una squadra di 2-3 unità. Tale squadra è coordinata dal Dirigente del Servizio Territoriale del C.F.V.A. o da un Ufficiale suo sostituto. Gli appartenenti all’unità di crisi dovranno possedere i seguenti requisiti :

-conoscere adeguatamente il territorio del relativo Servizio Territoriale del CFVA e dei Servizi Territoriali confinanti,

-avere una pluriennale esperienza di coordinamento nello spegnimento degli incendi ,

-conoscere le caratteristiche tecniche dei mezzi terrestri e aerei disponibili,

- possedere particolari capacità organizzative e gestionali,

- avere elevate capacità comunicative e di sintesi,

- conoscere le tecniche e le procedure di comunicazione radio,

- conoscere tutte le tecniche di spegnimento degli incendi in funzione dei tipi vegetali interessati,

- conoscere tutte le procedure vigenti in materia di lotta attiva antincendio,

- conoscere le procedure e la normativa vigente in materia di protezione civile.

La composizione, i turni di reperibilità e le modalità di allertamento e attivazione sono meglio specificati nei piani operativi ripartimentali.

7.8.3. Organizzazione dell’Unità di Crisi

L’Unità di Crisi è costituita con provvedimento formale del Direttore del Servizio Ripartimentale del CFVA, il quale, coordinatore in via ordinaria della medesima, designa altresì i sostituti Ufficiali Forestali responsabili e definisce nel dettaglio ogni altro aspetto organizzativo, comprese le necessarie dotazioni strumentali. Per quanto concerne queste ultime dovranno essere prescritte le seguenti dotazioni minime con indicazione del luogo dove queste vengono ordinariamente custodite:

• radio T.B.T. con batteria di ricambio e auricolare; • telefono cellulare con batteria di ricambio e auricolare; • radio portatile ricetrasmittente “quarzata” sulle frequenze dell’Ispettorato Ripartimentale del Corpo Forestale di competenza e di quelli limitrofi, con batteria di ricambio e auricolare; • radio ricetrasmittenti, del tipo C.B., su frequenze libere con batteria di ricambio; • bussola; • computer palmare con GIS di base e adeguati supporti cartografici , implementato con G.P.S. I Piani Operativi Ripartimentali indicheranno gli automezzi in dotazione all’Unità di Crisi da utilizzare per raggiungere la località dell’incendio e il luogo di parcamento degli stessi. L’Unità di Crisi potrà raggiungere l’incendio anche mediante mezzo aereo, in tal caso le modalità e il luogo di imbarco dovrà essere preventivamente stabilito così come specificato nei piani Operativi Ripartimentali. Dal 1 luglio al 15 settembre, è garantita per tutte le 24 ore l’operatività della Unità di Crisi mediante predisposizione di opportuni turni di reperibilità, nei giorni e negli orari in cui il personale interessato non è in servizio. 7.8.4. Allertamento dell’Unità di Crisi per le giornate a elevato pericolo Nella giornata dichiarata a elevato pericolo il personale previsto in regime di reperibilità, per la composizione della unità di crisi, viene chiamato in servizio. ll responsabile di turno al C.O.P., ricevuto il provvedimento di dichiarazione di giornata a elevato pericolo , entro le due ore successive dispone e comunica direttamente o telefonicamente gli orari di servizio da effettuarsi in tale giornata. Tale personale si presenterà nella sede di servizio convenuta già equipaggiato con l’abbigliamento e i dispositivi di protezione individuale antincendio.

Qualora l’evento assume, o si presume possa assumere anche dal suo insorgere, le caratteristiche di “grande incendio ” (incendio I 4) , il C.O.P. sentito il “coordinatore delle operazioni di spegnimento”, dispone l’invio dell’Unità di Crisi nel luogo dell’evento e contestualmente ne informa il C.O.R. e il C.O.C.

7.8.5. Compiti dell’Unità di crisi

Il responsabile dell’Unità di crisi giunto sul luogo dell’evento assume il coordinamento delle operazioni di spegnimento. Il Coordinatore delle operazioni che già operava sull’incendio collabora con il responsabile dell’Unità di Crisi. L’Unità di crisi collabora con il responsabile locale della Protezione Civile al fine di ottimizzare l’intervento di spegnimento. Il responsabile delle operazioni di spegnimento che già operava sull’incendio informa immediatamente tutte le forze in campo del passaggio di coordinamento in capo alla Unità di Crisi . L’Unità di crisi oltre che svolgere tutte le funzioni proprie di coordinamento delle operazioni di spegnimento, trasmette le informazioni relative alla dinamica dell’incendio al C.O.P. e per suo tramite al C.O.R. e alla Prefettura. Il responsabile dell’Unità di Crisi o un suo delegato, se necessario, può effettuare una ricognizione aerea al fine di acquisire una visione d’insieme e meglio coordinare le operazioni di spegnimento aeree.

Il responsabile dell’Unità di Crisi, acquisito il quadro generale delle forze terrestri e aeree presenti opera con l’ausilio dei propri collaboratori e del coordinatore delle operazioni già presente sul posto.

7.9. Le Autocolonne Antincendio 7.9.1.

Costituzione, allertamento e impiego della Autocolonna L’ “autocolonna antincendio” è una unità di intervento specializzata nelle operazioni di spegnimento, costituita presso le sedi dei Servizi Territoriali del Corpo Forestale e di V.A. di Cagliari, Oristano e Sassari ed eventualmente presso le restanti sedi. Le modalità di costituzione, la composizione in termini di dotazione organica, di mezzi e di attrezzature, la definizione del luogo di costituzione e i tempi di attivazione sono definite nel dettaglio nei piani operativi ripartimentali .

7.9.2. Composizione della Autocolonna

L’ “autocolonna antincendio” è costituita da un insieme di uomini, mezzi antincendio e altri mezzi, nonché attrezzature per lo spegnimento (compresa la bonifica) degli incendi boschivi. Gli operatori, in numero variabile dalle 25 alle 40 unità, sono sia appartenenti al Corpo forestale e di V.A. che inquadrati nei ruoli dell’Ente Foreste .

7.9.3. Organizzazione della Autocolonna

L’Autocolonna antincendio, costituita con provvedimento formale del Direttore del Servizio Ripartimentale del CFVA , è coordinata e diretta da un ufficiale forestale . Il provvedimento costitutivo definisce le procedure di attivazione e ogni altro aspetto organizzativo , comprese le necessarie dotazioni strumentali. Per quanto concerne queste ultime dovranno essere previste le seguenti dotazioni minime con indicazione del luogo dove queste vengono ordinariamente custodite:

• telefono cellulare con batteria di ricambio e auricolare ( solo C.F.V.A.) ; • radio portatile ricetrasmittente “quarzata” sulle frequenze dell’ Ispettorato Ripartimentale del Corpo Forestale di competenza e di quelli limitrofi, con batteria di ricambio e auricolare; • radio-ricetrasmittenti, del tipo C.B. , su frequenze libere con batteria di ricambio; • bussola; • computer palmare con GIS di base e adeguati supporti cartografici , implementato con G.P.S ( solo C.F.V.A.) • atomizzatori • taniche a zaino per il trasporto del liquido estinguente • taniche per il trasporto di carburante per gli atomizzatori • elettrolampade portatili • motolampade • motoseghe oleodinamiche • torce elettriche a batteria • attrezzi vari quai pale, picconi, zappe, roncole, flabelli I Piani Operativi Ripartimentali indicheranno nel dettaglio gli automezzi in dotazione all’autocolonna antincendio e la quantificazione delle attrezzature disponibili

Dal 1 luglio al 15 settembre, è garantita per tutte le 24 ore l’operatività dell’ autocolonna antincendio mediante predisposizione di opportuni turni di reperibilità, nei giorni e negli orari in cui il personale interessato non è in servizio.

7.9.4. Allertamento della Autocolonna

Qualora l’evento assume, o si presume possa assumere anche dal suo insorgere, le caratteristiche di “grande incendio ” ( incendio I4) , il C.O.P. , anche afferenti a giurisdizioni in cui l’autocolonna non è prevista, richiede al C.O.R. l’attivazione e l’invio di una o più autocolonne antincendio . Il C.O.R. valutata l’opportunità ordina, ai C.O.P. competenti, l’immediato invio delle autocolonne antincendio. Il C.O.P. ricevuto l’ordine provvede alla attivazione di tutte le procedure previste .

7.9.5. Compiti della Autocolonna

L’autocolonna antincendio opera sotto la direzione del coordinatore delle operazioni di spegnimento . I suoi compiti sono quelli di : a) rinforzo alle squadre di lotta terrestri locali, b) avvicendamento alle squadre di lotta terrestri locali, anche per eventi che si protraggono o insorgono nelle ore notturne.

7.9.6. Cooperazione dell’Ente Foreste nella formazione dell’ Autocolonna

L'Ente Foreste della Sardegna partecipa alla composizione di autocolonne antincendio secondo quanto stabilito dai piani operativi ripartimentali.

7.10. I mezzi terrestri

Per l’espletamento dell’attività di lotta il sistema regionale antincendio si impiegano gli automezzi dislocati presso le strutture periferiche del CFVA nonché quelli in dotazione all’ Ente Foreste e agli altri Soggetti concorrenti a tale attività . Il numero e la localizzazione dei mezzi impiegati nei presidi AIB 2006 sono riportati nella cartografia allegata ai singoli Piani Ripartimentali.

Tipologie e portata dei mezzi antincendio

MARCA MODELLO CAPACITA’ BOTTE (litri) IVECO 190-26 8000 IVECO 80-16 2800/3000 IVECO 80-17 2800/3000 IVECO MAGIRUS RANGER 95E27 2000 MERCEDES UNIMOG 1450 -GILETTA 2000 SCAM SMT50-AMATORI 1700 BREMACH FB GR-35 650/800 NISSAN DOUBLE-CAB 400 MITSUBISHI L200 400 LAND ROVER DEFENDER 130 600 LITRI IVECO 40E13W SCOUT 1200 LITRI BUCHER SCHORLING BU 200 2200 LITRI MERCEDES UNIMOG U 4000 3000 LITRI

Il parco automezzi, utilizzato per il servizio antincendi, in dotazione al Corpo Forestale e all’Ente Foreste è costituito da autobotti di varia capacità e da mezzi fuoristrada con modulo antincendio scarrabile, impiegati per la sorveglianza e per l’intervento di spegnimento. La consistenza e la dislocazione di tali mezzi viene specificata nei Piani Operativi Ripartimentali.

I Servizi Ispettorati Ripartimentali del CFVA che sono ancora in possesso di automezzi, non ceduti in via definitiva all’Ente Foreste secondo la L.R. 3/2003, qualora gli stessi mezzi non siano utilizzabili direttamente, possono assegnarli in comodato (per la campagna antincendio 2006) ai rispettivi Servizi Territoriali dell’Ente Foreste, comprese le eventuali attrezzature AIB a loro corredo (es. vasche autoreggenti, atomizzatori, ecc.). Per tali mezzi i Servizi Territoriali del C.F.V.A. formalizzeranno il comodato previo eventuale ricondizionamento e adeguamento alla normativa vigente. Qualora ve ne sia la disponibilità, i Servizi Territoriali del C.F.V.A., provvederanno a integrare quei mezzi che, per avarie o incidenti, si rendono momentaneamente indisponibili all’impiego. L'Ente Foreste assume a proprio carico gli oneri finanziari e organizzativi necessari per la manutenzione ordinaria da effettuarsi durante la campagna antincendi, anche per le autobotti e gli altri mezzi già dati in comodato precedentemente . I Servizi Territoriali Ripartimentali del C.F.V.A. provvedono agli interventi di manutenzione straordinaria e quella programmata delle autobotti, ove questi risultino già coperti da contratti in essere stipulati dai medesimi Servizi Ripartimentali con Ditte specializzate o che rientrino nelle garanzie del mezzo. Il CFVA quando ritenuto opportuno, tramite le Stazioni Forestali, garantirà collaborazione all’individuazione delle strutture idonee per il ricovero dei mezzi assegnati in comodato d’uso all’Ente Foreste. Salvo motivi di forza maggiore, il reintegro della funzionalità dei mezzi in esame dovrà avvenire con la massima tempestività in tutti i casi in cui il veicolo non possa essere sostituito con un altro di scorta. La riconsegna dei mezzi ai Servizi Ripartimentali sarà effettuata al termine della campagna antincendi.

7.11. Le attrezzature Tutti i componenti delle squadre di lotta saranno dotati di idoneo abbigliamento e di dispositivi di protezione individuale nonché di attrezzatura individuale e di squadra per la lotta contro gli incendi boschivi.

Elenco DPI

Attrezzature in dotazione alle squadre di lotta e/o agli operatori.

• telefono cellulare con batteria di ricambio e auricolare ( solo per i capi squadra) • radio portatile ricetrasmittente “quarzata” sulle frequenze dell’ Ispettorato Ripartimentale del Corpo Forestale di competenza e di quelli limitrofi, con batteria di ricambio e auricolare, (solo per il CFVA), • radio-ricetrasmittenti, del tipo C.B. , su frequenze libere con batteria di ricambio, • bussola, • computer palmare con GIS di base e adeguati supporti cartografici , implementato con G.P.S, (solo per il C.F.V.A.) • atomizzatori, • taniche a zaino per il trasporto del liquido estinguente, • taniche per il trasporto di carburante per gli atomizzatori, • elettrolampade portatili, 78/123

• motolampade, • motoseghe oleodinamiche, • torce elettriche a batteria, • attrezzi vari quai pale, picconi, zappe, roncole, flabelli I Servizi Territoriali del CFVA e dell’Ente Foreste provvederanno, ognuno per quanto di competenza, a dotare gli operatori e le squadre degli strumenti di lavoro necessari per lo svolgimento delle attività di istituto

7.12. I viali parafuoco

I viali parafuoco consistono essenzialmente nel trattamento diretto all’eliminazione della copertura vegetale. Questo intervento è differenziato secondo le finalità da perseguire (arresto o rallentamento dell’incendio). Nel primo caso (c.d. viale passivo) la vegetazione viene eliminata totalmente per un larghezza notevole. Nel secondo (c.d. viale attivo) la vegetazione non viene totalmente eliminata ma viene ridotta, notevolmente. Le dimensioni della striscia variano con una larghezza tra 15 e 60 m (comunque mai inferiore al doppio dell’altezza degli alberi limitrofi). Il viale parafuoco costituisce spesso una via d’accesso per i mezzi antincendio. L’utilità dei viali parafuoco è messa in discussione dagli studi più recenti, che dimostrano come le fasce anche di elevata larghezza, in condizioni meteorologiche avverse possano essere facilmente “saltate “ in quanto il trasporto aereo di “faville” o piccoli rametti ardenti innesca nuovi incendi al di là della stessa fascia.

8. Le Comunicazioni

Il sistema delle comunicazioni riveste un ruolo centrale nell’organizzazione dell’intero apparato antincendio regionale. La tempestiva interconnessione fra i centri decisionali e le varie strutture impegnate nell’assolvimento dei compiti d’istituto costituisce, infatti, il vero punto di forza di una efficace attività di prevenzione e soppressione degli incendi. La rete di comunicazioni può essere sinteticamente suddivisa in tre sottosistemi fondamentali:

A. il sistema telefonico,

B. la rete radio regionale,

C. i collegamenti aeronautici Terra Bordo Terra.

D. la radiolocalizzazione

8.1. Il Sistema Telefonico Il sistema telefonico si suddivide in:

1. linee ordinarie: centralino regionale o numeri pubblici per le comunicazioni tra strutture centrali e/o periferiche (C.O.R., C.O.P., C.O.C., BO., C.O.A.U., Prefettura, Vigili del Fuoco, Comuni, Ente Foreste, Associazioni di Volontariato, ENEL, ecc.); 2. linee riservate (call center) per il collegamento rapido tra strutture decisionali del Corpo Forestale (C.O.R, C.O.P., B.O.); 79/123

3. numeri verdi forestale per la segnalazione di eventi calamitosi (1515) 4. linee interne dedicate alla trasmissione dei dati relativi agli eventi calamitosi (modelli INCE) e ad informazioni relative alla topografia, alle condizioni ambientali e meteoclimatiche, all’esistenza di pericoli per il volo (linee elettriche), ai punti di attingimento e all’organizzazione operativa a terra; 5. telefax per la trasmissione e ricezione di documenti interni ed esterni (es. richiesta intervento aereo, bollettini meteo, dislocazione mezzi aerei, terrestri e personale); 6. sistema di telefonia cellulare per il tempestivo collegamento tra centri decisionali e le varie strutture impegnate nell’evento calamitoso non raggiungibili tramite altri sistemi di comunicazione (Coordinatore delle operazioni di spegnimento, Comandanti di stazione forestale, Nuclei investigativi di Polizia Giudiziaria del C.F.V.A., personale reperibile, Responsabili dell’Ente Foreste, Associazioni di Volontariato, ed ogni altro soggetto coinvolto a qualsiasi titolo). 8.2. La Rete Radio L’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, fin dal 1990, ha sviluppato un sistema integrato di radiocomunicazioni e accessori a supporto della copertura radioelettrica e ha messo in esercizio le apparecchiature radio nei siti distribuiti in tutto il territorio regionale. La situazione attuale consente di poter affermare che i lavori sono ormai completati e la funzionalità degli impianti è stata collaudata.

Dalla metà del 2002 la gestione della rete radio è stata affidata al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale che cura l’attività amministrativa inerente la titolarità della concessione, il controllo dell’attività di manutenzione affidata a Ditta in convenzione, l’acquisto di nuovi apparati radio e del materiale tecnico e logistico necessario al loro funzionamento e l’assegnazione degli apparati ricetrasmittenti. Lo stesso Servizio si incarica altresì della necessaria opera di informazione ed istruzione dell’utenza sul funzionamento della rete e sul corretto uso del materiale radio.

Nel corso dell’anno 2006 si procederà alla stesura di capitolati di gara per l’implementazione di alcune tratte radio a microonde e per la manutenzione e gestione della rete esistente.

8.2.1. Struttura

La strutturadell’apparato radio regionale è composta da 36 siti, costituenti la dorsale di cui 29 di diffusione e 7 di link. Le tratte attivate sono 70 e consentono di supportare le attività di pronto intervento nella lotta antincendio anche attraverso il collegamento con i mezzi aerei e con i centri di coordinamento ripartimentali. Attualmente la rete di stazioni fisse è strutturata con sette maglie coincidenti con gli Ispettorati ripartimentali. Nell’ambito di ogni maglia ripartimentale sono utilizzati canali a frequenze diverse. Gli operatori la cui sede è ubicata ai limiti dei territori giurisdizionali di ogni Ripartimento utilizzano apparecchiature dotate di doppia frequenza, in grado di connettersi con le maglie limitrofe.

8.2.2. Il Sistema Operativo

Nell’ambito territoriale di ciascun Ispettorato Ripartimentale del C.F.V.A. sono previsti quattro sistemi di radio

comunicazione: a) Rete operativa, operante in VHF, con canalizzazione a 12,5 KHz controllata dai Centri Operativi Provinciali ripartimentali (C.O.P.). La rete consente comunicazioni mediante ponte radio su canali prioritari (riservati al Corpo Forestale) e su canali non prioritari interconnettendo i COP e varie unità quali i Centri Operativi di Comparto (Stazioni forestali), gli operatori di centri diversi, operatori e terminali veicolari, portatili e viceversa, nuclei di intervento, ecc.. Il sistema prevede un determinato numero di stazioni fisse per il traffico relativo alla rete operativa ed alcuni siti per gli apparati di fill-in (riempimento) in maniera tale da garantire una copertura radio adeguata. In ogni sito di stazione fissa in ambito ripartimentale viene impiegata una diversa coppia di frequenze RX/TX. Il reimpiego delle frequenze in zone distanti fra loro permette di coprire l’intera area regionale. b) Rete vedette, operante in VHF, con canalizzazione a 12,5 KHz e controllata dalle sale operative e dalle stazioni; questa rete consente contatti diretti isoonda tra il C.O.P. stesso e i punti di vedetta isolati, tra il C.O.P. e i nuclei di intervento dei volontari ed inoltre comunicazioni dirette tra i vari punti di osservazione (vedette). Per questo tipo di servizio si utilizza una sola frequenza simplex per ogni ripartimento. c) Rete per traffico con i mezzi aerei, operante in VHF, con canalizzazione a 25Khz in Modulazione di Ampiezza; la rete, meglio descritta al paragrafo C, è controllata dai C.O.P. e dal Centro Operativo Regionale Antincendio (C.O.R) e consente comunicazioni con i mezzi aerei del Servizio Regionale e quelli del Servizio Nazionale con apparati funzionanti in simplex di frequenza. Per l’anno in corso è prevista l’installazione di una stazione fissa in ogni C.O.P. ed una presso il Centro Operativo Regionale Antincendi (C.O.R). d) Rete radio di dorsale, per i collegamenti radio tra i C.O.P. e il C.O.R., per la connessione con i siti radio alla copertura delle aree ripartimentali, operante nella banda 2,3-2,4 GHz, a 60 canali con apparati radio duplicati.

Tutto il personale preposto all’attività antincendi è dotato di singolo apparato radio portatile così come i mezzi mobili e le stazioni fisse (circa 4500 apparati in esercizio).

8.2.3. Gli utilizzatori Per le caratteristiche della rete, che assicura un’ottima copertura del territorio (pari a circa l’80%), è possibile interconnettere enti territoriali, associazioni di volontariato ed altre istituzioni che hanno necessità di essere coordinate in maniera integrata da un unico Centro Operativo. Sono utilizzatori della rete radio:

-il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, non solo durante la campagna antincendio ma anche per tutte le proprie attività istituzionali. Utilizza i canali prioritari e non prioritari in ponte radio e i canali isoonda,

-alcune Prefetture, dotate di apparati radio fissi e utilizzano l’intera rete radio,

La manutenzione di tutti gli apparati radio portatili e fissi installati sui mezzi o assegnati al personale anche stagionale dell’Ente Foreste, resta a carico del Servizio Coordinamento e Controllo degli Interventi e dell’Antincendio del C.F.V.A..

-alcune strutture dei Vigili del Fuoco, dotati di apparati radio fissi, limitatamente al periodo antincendio e solo in alcune zone della Sardegna,

-alcune organizzazioni di volontariato con apparati radio isoonda operanti sulla “rete vedette”,

-alcune compagnie barraccellari utilizzano i collegamenti in isoonda (canale vedette) limitatamente al periodo antincendio.

8.3. Collegamenti Terra Bordo Terra Particolare attenzione meritano i collegamenti Terra/Bordo/Terra attraverso i quali viaggiano i flussi informativi tra gli operatori a terra e gli equipaggi dei mezzi aerei . I collegamenti T/B/T avvengono su frequenze aeronautiche appositamente assegnate per l’attività antincendio boschivo e valide su tutto il territorio nazionale. Le frequenze individuate nel territorio regionale sono 4 e più precisamente: 141.1 MHz, 141.5 MHz, 122.15 MHz, 122.35 MHz. I collegamenti T/B/T sono riservati esclusivamente alle comunicazioni tra Coordinatore delle operazioni di spegnimento e gli equipaggi in volo. Solo in casi eccezionali potranno essere utilizzati per comunicazioni tra gli equipaggi e le strutture di coordinamento fisse quali C.O.P. e C.O.R. I collegamenti T/B/T garantiscono la sicurezza delle operazioni di spegnimento, soprattutto nel caso siano presenti più mezzi aerei, pertanto tutti i velivoli che intervengono sullo stesso incendio, dovranno mantenersi in ascolto solo sulla frequenza T/B/T indicata nella richiesta di concorso aereo. Il C.O.R. pianifica sul territorio l’uso delle frequenze aeronautiche, sulla base delle seguenti valutazioni:

• distanza e localizzazione relativa di incendi contemporanei, al fine di evitare interferenze; • presenza esclusiva o combinata di aeromobili civili e militari; • quota di lavoro dei mezzi aerei. 8.4. La radiolocalizzazione Nel corso dell’anno 2005 il Corpo Forestale ha realizzato un sistema sperimentale integrato informatico per la radiolocalizzazione GPS di elicotteri, veicoli, imbarcazioni e dispositivi portatili, supportati dalla rete radio regionale. In particolare è stata installata una Centrale Operativa Regionale (C.O.R.), tre centrali operative (C.O.P.) per le province di Cagliari, Oristano e Nuoro, tre stazioni ripetitrici complete di apparati AM e FM per i siti di “M.te Serpeddì” (CA), “ Punta Badde Urbara” (OR) e “ M.te Ortobene” (NU), n°11 terminali dati per velivoli dislocati nelle basi A.I. di Pula -Villasalto – Marganai – Fenosu -San Cosimo – Sorgono – Bosa –Farcana -Anela - Alà dei Sardi – Vallicciola e diversi apparati veicolari. Il sistema è stato realizzato per il perseguimento dei compiti istituzionali del Corpo Forestale che si avvale di una rilevante flotta di mezzi terrestri, navali ed aerei la cui gestione operativa e amministrativa è diventata particolarmente impegnativa e dispendiosa. I nuovi sistemi verranno utilizzati per sicurezza del personale del Corpo e per le procedure di gestione e controllo sia dei mezzi aerei che di quelli terrestri e marittimi da parte delle Sale Operative, il tutto al fine di verificare i possibili vantaggi operativi che possono scaturire dalla adozione di moderni sistemi di radiolocalizzazione della flotta.

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Installazione e manutenzione impianti antincendio Cagliari Sardegna