Sei qui: Home > Norme antincendio > Piano regionale contro gli incendi boschivi 2006/2007
(documento integrale tratto dal pdf disponibile sul sito della regione autonoma della sardegna. per tutti i riferimenti di tabelle e grafici potete consultare il documento in formato pdf)
Criteri per l’individuazione degli interventi.
Le operazioni selvicolturali elencate verranno attuate inizialmente in alcuni Comuni campione al fine di valutare l’efficacia delle stesse. Verrà finanziato l’acquisto di mezzi e attrezzature quali: decespugliatori, trinciatutto di diverso genere, cippatrici per l’eliminazione delle biomasse e necromasse derivanti dalle operazioni di ripulitutra, dispositivi di protezione individuale, fuoristrada cassonati per il trasporto di tali materiali, idonei anche per il trasporto di moduli antincendio scarrabili. Le operazioni saranno ammesse a finanziamento solo previa predisposizione di appositi progetti o piani redatti organicamente e aventi la valenza di piano Comunale antincendio, da istruirsi presso le sedi Ripartimentali del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. Le strutture periferiche del C.F.V.A. (Stazioni Forestali) collaboreranno con i Comuni per la predisposizione di detti piani. La scelta dei Comuni campione verrà effettuata in funzione dei seguenti parametri:
a) Indice del rischio incendio boschivo comunale; b) Numero di incendi innescati in prossimità della viabilità; c) Presenza di associazioni di volontariato disposte ad effettuare anche attività di prevenzione; d) Decremento del numero di incendi nell’ultimo triennio.
1.5. Ricostituzione boschiva nei terreni percorsi da incendi con particolare riferimento alle sugherete Le operazioni di ricostituzione boschiva verranno attuate inizialmente in alcuni Comuni campione al fine di valutare l’efficacia e l’opportunità delle stesse. Le sugherete oggetto di intervento sono quelle individuate ai sensi del Decreto legislativo 227/2001 e della Legge regionale n. 4 del 9 febbraio 1994 comprese anche le sugherete non formalmente individuate con Decreto dell’Assessore della Difesa dell’Ambiente. La carta tematica delle sugherete rilevate dal C.F.V.A. nell’anno 1995 rappresenta le aree ammissibili ad intervento di ricostituzione boschiva.
Sono ammesse a finanziamento le operazioni relative alla ricostituzione di aree di proprietà pubblica da eseguirsi mediante:
° potature e tagli di rigenerazione;
° tagli di “succisione" e "tramarratura" al fine di stimolare la capacità pollonifera della ceppaia per ottenere quanto prima vigorosi ricacci della pianta;
° operazioni di demaschiatura e di estrazione del sughero bruciato, quando il costo di tale operazione è superiore all’eventuale ricavo;
° perimetrazione delle aree mediante opportune recinzioni al fine di garantire l’interdizione al pascolo. Gli interventi di ricostituzione boschiva potranno essere eseguiti da Comuni, Unione di Comuni, Comunità Montane nonché dall’Ente Foreste e saranno ammessi a finanziamento solo previa predisposizione di appositi progetti da approvarsi presso le sedi Ripartimentali del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale . Le strutture periferiche del C.F.V.A. collaboreranno con i suddetti enti per la predisposizione di detti progetti. La scelta dei Comuni tipo verrà effettuata in funzione dei seguenti parametri:
a) indice del rischio incendio boschivo comunale;
b) numero di incendi verificatisi nell’anno precedente, si privilegiano i Comuni con il maggior
decremento nel numero di incendi nell’ultimo triennio;
c) caratteristiche ambientali delle aree oggetto di intervento;
d) l’Ente Foreste potrà operare anche fuori dai perimetri gestiti, previa specifica convenzione da stipularsi con il proprietario dell’area e con la Regione Autonoma della Sardegna.
Nella tabella si riportano gli indicatori di risultato e di impatto dell’Azione
2. Attività Formativa Il personale impegnato nell’attività antincendi necessita di un aggiornamento e adeguamento professionale continuo in quanto il modello organizzativo e operativo è in continua evoluzione e si avvale di strumenti tecnologicamente avanzati. L’Amministrazione Regionale nell’ambito del POR Sardegna 2000\2006, nella Misura 3.9 “Adeguamento delle competenze della pubblica Amministrazione”, finanziata con risorse del Fondo Sociale Europeo, ha inserito quindici azioni formative destinate al personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.
Il progetto formativo, denominato SILVAFORM, attualmente in corso, include specifiche misure di aggiornamento e addestramento anche in materia di incendi boschivi e coinvolge la generalità del personale del Corpo Forestale. Attraverso una modulazione delle azioni formative distinta per livelli e profili professionali il progetto ha l’obiettivo di formare specifiche figure professionali quali:
-operatore elitrasportato; -coordinatore delle operazioni di spegimento; -conduttore di autobotti; -operatore radio, -rilevatore delle aree percorse da incendio mediante il sistema GPS.
Il C.F.V.A. svolge direttamente e annualmente attività di addestramento del proprio personale all’impiego dei mezzi antincendio e collabora con il Servizio Regionale di Protezione Civile nell’organizzazione dei corsi antincendio rivolti alle Associazioni di Volontariato iscritte nell’apposito Albo regionale. L’Ente Foreste della Sardegna nell’ambito delle sue competenze e d’intesa con il C.F.V.A. provvede alla formazione e all’addestramento del proprio personale impegnato nella Campagna A.I. .
3. Attività Informativa Per favorire le attività di prevenzione degli incendi e lo sviluppo di una coscienza ambientale finalizzata alla conservazione del bosco quale bene insostituibile per la qualità della vita, la Regione Sardegna intraprende costantemente una capillare attività d’informazione, di sensibilizzazione e di educazione delle diverse componenti della popolazione.
Le principali attività informative , in parte già avviate, relativa alla campagna 2006 riguardano:
• la trasmissione del testo normativo delle Prescrizioni Regionali Antincendio a tutte le famiglie della Sardegna, presso il proprio domicilio, • la trasmissione del testo normativo delle prescrizioni a tutti i Comuni della Sardegna, • la realizzazione e affissione presso i Comuni e le altre strutture pubbliche della Sardegna dei contenuti delle prescrizioni regionali antincendio in formato manifesto. Il secondo obiettivo è perseguito attraverso la realizzazione di un progetto di comunicazione per le scuole elementari della Sardegna al fine di razionalizzare ed implementare l’attuale offerta educativo-informativa volta ad approfondire le tematiche antincendio e promuovere la cultura della prevenzione. L’azione sarà supportata da interventi formativi del personale del Corpo direttamente presso le scuole. Si prevede inoltre la predisposizione e la distribuzione presso le scuole di materiale divulgativo quali cd-rom, brochures, raccolta di testi, gadgets.
L’esito degli interventi formativi sarà monitorato attraverso un’azione di verifica dinamica all’interno delle pagine web del Corpo Forestale: all’indirizzo individuato potranno essere spediti i materiali elaborati dagli alunni che, in parte, saranno utilizzati per implementare le pagine dedicate a questa area tematica del sito. Naturalmente, attraverso l’attività ordinaria, il rapporto diretto del personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale con i fruitori del territorio, in particolare con gli operatori delle attività silvopastorali e delle attività turistiche completerà l’offerta informativa.
4. Attività di indagine sui reati di incendio boschivo La oramai decennale sperimentazione del contrasto al fenomeno degli incendi boschivi in Sardegna attraverso il contributo dell’attività investigativa dei nuclei specializzati del Corpo Forestale e di vigilanza ambientale ha consentito, tra l’altro, l’importante risultato di conoscere la quasi totalità delle cause dei sistemi per l’innesco delle fiamme. Come noto i nuclei vennero istituiti nel 1994 per il raggiungimento dei seguenti obiettivi: Monitorare le cause di incendio in funzione delle determinazioni legislative in materia e per la più rispondente organizzazione dell’apparato di prevenzione e di lotta; Accrescere la capacità investigativa del corpo ai fini dell’individuazione degli autori dello specifico reato, in maniera da indurre anche remore alla reiterazione degli stessi comportamenti antigiuridici. I risultati conseguiti progressivamente nel decennio, definitivamente consolidati nella stagione 2005, hanno confermato la rispondenza e l’efficienza del modulo operativo adottato, rispetto alle finalità istituzionali traguardate. L’elaborazione degli indicatori, consente di iscrivere all’attivo del bilancio della stessa organizzazione: l’evidenziazione delle numerose cause colpose di incendio, per eventi altrimenti ignoti, ascritti, in passato, finanche ad atti di terrorismo politico; la ricognizione (anche in termini di definitiva conferma) dei principali e più ricorrenti motivi che sottendono gli incendi dolosi; l’individuazione della quasi generalità degli ordigni incendiari e delle loro modalità d’uso; un tasso di discesa degli incendi dovuti a cause specifiche; in taluni distretti geografici, addirittura, la remissione permanente del fenomeno, ove l’attività investigativa ha riaffermato la legalità sul divieto d’uso del fuoco, in quanto è riuscita a colpire gli autori del fatto con misure restrittive della libertà personale; la definizione di “protocolli investigativi” come metodica per condurre, in termini di efficacia ed efficienza, la gestione delle indagini antincendio; l’esportazione di metodiche investigative professionali, che hanno, positivamente “contagiato” gli addetti alle Stazioni, mettendo in moto un processo di riqualificazione di rinnovamento. Un modello investigativo, quello strutturato dal Corpo, studiato ed anche apprezzato in varie sedi istituzionali, nonché assunto dal legislatore nazionale per progettare le strategie di intervento sia di indagine che di contrasto alle dinamiche sulle forme criminose dello stesso fenomeno del paese. Risorse umane, quelle dei Nuclei, motivate, attive, di elevata professionalità, che hanno saputo, in forma diffusa, produrre un lavoro di “intelligence”, con “performance” che hanno valso ad accreditare ed accrescere il prestigio del Corpo nelle diverse sedi Istituzionali e di Autorità Giudiziaria. Il “Catalogo Regionale degli Ordigni Incendiari” è assurto, nelle determinazioni giudiziarie, a lavoro di elevata attendibilità scientifica.
Anche per questo suo valore, dovrà essere aggiornato e ulteriormente qualificato. Nella provincia di Cagliari, sulla scia dei risultati positivi del Corpo, lo stesso Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, ed il Questore, hanno assunto misure di Polizia Amministrativa e di Sicurezza personali nei riguardi dei soggetti indagati per i reati di incendio, nell’ottica di rafforzare le remore ai comportamenti antigiuridici in materia. Il consolidarsi dei rapporti di collaborazione tra i componenti dei Nuclei e gli Uffici del Pubblico Ministero, è valso a focalizzare ed elevare lo stesso grado di sensibilità e attenzione istituzionale della Magistratura sul fenomeno degli incendi, rafforzando, così, la risposta Giudiziaria dello Stato. Una gestione professionale degli eventi che, salvo realtà marginali, ha anche superato carenze di cooperazione investigativa tra diversi organi di P.G., dove si è realizzata una integrazione istituzionale ed anche vincoli di coesione e sintonia fra gli operatori. I Nuclei, dunque, come valore aggiunto dell’attività del Corpo. Va comunque ulteriormente razionalizzata la strategia di applicazione dei Nuclei nei singoli eventi, privilegiando l’intervento in contestualità all’insorgenza dell’incendio; collaborazione avviate con ritardo, anche di poche decine di minuti, sono risultate di pregiudizio alla positiva cristallizzazione del quadro probatorio e quindi al risultato finale. Accessi tardivi per la localizzazione dei punti di insorgenza del fuoco, hanno influito negativamente sia sul risultato delle ispezioni che sulla possibilità di una positiva prognosi investigativa. Se la “mano ferma”, intesa come sforzo concentrato sull’inderogabilità della difesa antincendio, è risultata sino a qui efficace nel versante investigativo, è evidente che l’analisi delle dinamiche del fenomeno, portano, pur sempre, a concludere che risultati positivi, stabili e definitivi, saranno raggiunti solo all’intervenuta rimozione delle cause culturali, sociali ed economiche che lo presiedono, e che attengono a scelte prerogative del campo della politica. Per fronteggiare nel contempo sollecitazioni e richieste provenienti dal vivo della collettività, va, quindi, potenziata, dal Corpo, anche la cura istituzionale del contrasto e controllo di polizia come espressione della scelta di riaffermare la sovranità del diritto sull’illegalità, rispetto a fatti di così grave allarme sociale. Nei suoi schemi di azione, il Corpo si muoverà pertanto, per dare organicità e definitività, anche formale, alla strutturazione dei nuclei, nell’ottica della L.R. 31/1998, anche per prevenire la dispersione delle preziose professionalità formatesi in questi anni. Verranno regolati i procedimenti di selezione, i relativi requisiti e titoli preferenziali tenendo presente la specificità del ruolo, dando anche risposte alle aspettative di quel larga parte di sottufficiali e agenti che hanno contribuito a far nascere e sviluppare la struttura. I Nuclei pertanto deputati allo svolgimento di funzioni investigative e di orientamento di polizia giudiziaria in materia di reati di incendio boschivo operando a rinforzo e di intesa con le Stazioni Forestali e di Vigilanza Ambientale in un’azione che non sostituisce, ma integra, gli obblighi che in materia l’ordinamento riserva ai Reparti predetti.. In relazione alle dotazioni di servizio appare utile, in particolare, proseguire nella ricerca di sistemi di indagine investigativa con impiego di strumentazione tecnologicamente avanzata per il fenomeno degli incendi appiccati lungo le pertinenze stradali, in specie per quelle ad elevata intensità di traffico e prossime ad aree forestali di elevato pregio ambientale. Per questo motivo, sulla base delle conoscenze acquisite e dell’esperienza maturata anche in collaborazione con le Stazioni Forestali maggiormente coinvolte dal fenomeno, appare fondamentale il consolidamento dell’innovazione tecnologica (postazioni territoriali di rilevazione automatica fotografica), con impiego di sistemi video di registrazione e trasmissione immagini quale strumento di contrasto al fenomeno e di ausilio all’indagine negli specifici casi. Saranno rinnovate, ammodernate ed unificate le dotazioni di lavoro delle valigette per le ispezioni dei luoghi e accertamenti urgenti con specifici Kit professionali e tute monouso. Sarà inoltre rinnovato il parco autoveicoli dei Nuclei con mezzi fuoristrada privi di logotipi del Corpo. Sempre al fine dell’individuazione degli autori degli eventi, attraverso, in particolare, il Nucleo Regionale sarà attuato l’aggiornamento del Catalogo degli ordigni incendiari, nonché l’avvio di specifiche prove dei diversi inneschi rinvenuti per la conoscenza degli stessi e del materiale impiegato. Anche successivamente all’aggiornamento delle nuove Circoscrizioni territoriali degli Ispettorati Ripartimentali, saranno costituiti almeno i Nuclei investigativi a rinforzo per le sedi di Olbia, Goceano, Sorgono.
IV LOTTA ATTIVA
1. Modello organizzativo Il Modello organizzativo elenca le strutture e le forze coinvolte nella campagna antincendio con i relativi accordi promossi e stipulati ai fini dell’attuazione delle varie fasi del piano.
1.1. Gli Enti istituzionalmente competenti 1.1.1. La Regione L’articolo 3 della Legge 21 novembre 2000, n.353, sancisce che la regione approva il piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi.
La Legge regionale n.1/1977, recante “Norme sull’organizzazione amministrativa della Regione Sarda e sulle competenze della Giunta, della Presidenza e degli Assessorati regionali” attribuisce all’Assessorato della Difesa dell’Ambiente la “prevenzione e repressione degli incendi nelle campagne”.
1.1.2. Il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale Il decreto del Presidente della Giunta n. 66 del 28.04.2005 concernente l’assetto organizzativo delle Direzioni Generali dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, attribuisce la competenza sulla materia antincendio al Servizio Coordinamento Controllo degli Interventi e dell’Antincendio della Direzione Generale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. In particolare vengono attribuite le competenze relative :
a) alla pianificazione, previsione e coordinamento in materia di antincendio boschivo e nelle campagne;
b) all’acquisizione di beni e servizi destinati all’attività antincendio;
c) alla gestione degli impianti comunicazione e rilevamento.
Al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, ai sensi dell’articolo 1 della Legge regionale 5 novembre 1985, n.26, spettano inoltre “compiti di vigilanza, prevenzione e repressione nella materia degli incendi nei boschi e, secondo i programmi regionali annuali di intervento, nelle aree extraurbane”.
La L.R. 16 aprile 2003 N°3 all’articolo 20 affida al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, nel periodo di grave pericolosità, stabilito annualmente dal piano regionale antincendi, la direzione del personale a tempo determinato assunto dall’Ente Foreste della Sardegna per le attività di avvistamento e di lotta. A tale personale sono altresì affidati compiti di prevenzione, di preparazione e rimessaggio connessi comunque all’antincendio, ed in particolare la manutenzione delle strutture e delle infrastrutture, degli automezzi e delle attrezzature in genere, nonché nell’assistenza agli abbruciamenti autorizzati. Lo stesso articolo di legge ribadisce per il C.F.V.A. la competenza del coordinamento generale dell’attività antincendio.
Dal quadro normativo esposto, al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, competono in materia antincendio, le seguenti linee di attività:
° coordinamento delle operazioni a terra anche ai fini dell’efficacia dell’intervento dei mezzi aerei; ° studio, pianificazione e programmazione generale; ° predisposizione del piano regionale antincendio, comprese le revisioni annuali; ° acquisizione delle attrezzature e dei mezzi terrestri e aerei occorrenti; ° rapporti con gli Organismi dello Stato; ° la gestione di impianti di comunicazione e di rilevamento degli incendi; ° rapporti con gli Enti che concorrono istituzionalmente all’attività antincendio; ° formazione e informazione, nel quadro della normativa che regola la materia; ° ricerca e statistica; ° gestione del C.O.R. (Centro Operativo Regionale) e delle strutture operative provinciali e locali.
1.2. I Soggetti concorrenti Diversi Soggetti sia Statali che Regionali concorrono in Sardegna a costituire il modello organizzativo del apparato antincendio.
1.2.1. Soggetti statali A) Il Dipartimento della Protezione Civile
Ai fini della lotta attiva contro gli incendi boschivi il Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, garantisce e coordina sul territorio, avvalendosi del Centro Operativo Aereo Unificato (C.O.A.U.), le attività di spegnimento con la flotta aerea antincendio dello Stato, assicurandone l’efficacia operativa e provvede al potenziamento e all’ammodernamento di essa (art.7 comma 2, Legge 353/2000).
B) Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco partecipa alla lotta attiva, in quanto in Sardegna gli incendi boschivi, così come definiti dalla L. 353/00, sconfinano o si generano frequentemente anche in aree fortemente antropizzate, minacciando l’incolumità dell’uomo, degli animali, e dei beni presenti ad esempio negli insediamenti abitativi rurali e turistico-ricettivi . La collaborazione sinergica tra le due strutture, C.F.V.A. e VV.F., è di fondamentale importanza, pertanto nei Centri Operativi provinciali potranno essere presenti anche i funzionari VV.F. con compito di raccordo e coordinamento tra le due strutture.
Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco possono potenziare la propria organizzazione, aprendo sul territorio regionale alcune basi operative stagionali, nelle stesse operano i vigili del fuoco discontinui che unitamente ai vigili del fuoco permanenti costituiscono squadre di lotta miste. Tali squadre opereranno nel periodo a maggior pericolosità coincidente, tra l’altro, con il periodo di maggiore afflusso turistico nell’isola, soprattutto nelle zone costiere. Le squadre miste, costituite da circa 1100 unità, vengono dotate dal Corpo Nazionale dei VV.F. di automezzi ed equipaggiamenti idonei alla lotta contro gli incendi e sono dislocate presso le basi stagionali istituite presso locali messi a disposizione dalle Amministrazioni Comunali o presso le sedi istituzionali dei VV.F..
C) Forze Armate
La legge 353/2000 prevede la possibilità di un loro impiego “ in caso di riconosciuta e urgente necessità, richiedendoli all’Autorità competente che ne potrà disporre l’utilizzo in dipendenza delle proprie esigenze”.
L’attivazione è disposta dalle Prefetture competenti per territorio.
D) Forze di Polizia
“ in caso di riconosciuta e urgente necessità, richiedendoli all’Autorità competente che ne potrà disporre l’utilizzo in dipendenza delle proprie esigenze”. Il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, tramite le Prefetture chiede l’attivazione delle forze di polizia per l’attuazione di misure attinenti la pubblica sicurezza, al fine di garantire, in modo particolare la sicurezza lungo le viabilità in prossimità degli eventi in corso. Nelle giornate a elevato pericolo di incendio, con le stesse modalità vengono potenziate le attività di sorveglianza lungo le viabilità principali, su disposizione delle Prefetture competenti per territorio.
1.2.2. Enti locali Province, Comunità Montane e Comuni
Le Province, i Comuni e le Comunità Montane ai sensi dell’articolo 4, comma 5, della L 353/200 “attuano le attività di previsione e di prevenzione secondo le attribuzioni stabilite dalle regioni”.
Allo stato attuale, in Sardegna, non esistono attribuzioni specifiche in tal senso. Il principio della sussidiarietà, connesso anche alle recenti e profonde modifiche nel sistema costituzionale (riforma del Tit. V della Cost.) rende necessario un profondo chiarimento sulle funzioni e competenze degli EE.LL. nella gestione delle emergenze. Tali competenze in primis si esplicano attraverso lo studio e l’adozione di specifici piani di protezione civile provinciale (e, coerenti con questi, di livello comunale) dei quali il piano contro gli incendi boschivi costituisce parte integrante: l’attività di previsione e prevenzione dovrebbe costituire il portato principale del piano, rispetto al momento della lotta attiva di spegnimento, in quanto implica la conoscenza del territorio, l’adozione in termini pianificatori di tutte le iniziative (infrastrutturali, economiche, culturali etc.) specifiche per ciascuna area, nonché, sul piano culturale, la promozione e la valorizzazione del volontariato come strumento vitale di presidio. Va da se che il processo di costruzione di queste azioni richiede non poco tempo e appare legato al trasferimento di competenze agli EE.LL., peraltro all’attualità nell’agenda degli obiettivi della Giunta Regionale; appare pertanto doveroso, in questa fase, richiamare il contributo operativo dei Servizi Territoriali Ripartimentali del CFVA nel rapporto di consultazione con gli EE.LL. durante la fase di elaborazione dei Piani Territoriali AIB che fanno parte integrante del presente strumento. Interessante e degna di nota pare essere ad esempio, l’adozione, nel corso del 2004 e del 2005 da parte della Provincia di Nuoro (con la collaborazione organica del CFVA) dei c.d. “contratti di responsabilità”, che hanno visto il coinvolgimento del mondo volontario del Nuorese nella attivazione di presidi preventivi e di controllo (oltre che di pronto intervento) delle aree a rischio, rendendo così concreta un’azione di limitazione notevole dei danni da incendio e, in alcuni casi, la ridotta o nulla insorgenza di incendi. Tale iniziativa verrà riproposta anche per l’annualità 2006. Tali azioni debbono essere sostenute, soprattutto nell’attribuire un crescente ruolo al mondo del volontariato. Per quanto concerne i Comuni, non va sottaciuto l’interesse primario degli stessi ad una diretta difesa – in termini preventivi – del patrimonio forestale posseduto: in questa ottica la L. 353/00 ha definitivamente introdotto, non senza difficoltà oggettive, il ruolo del Comune nella definizione del Catasto delle aree bruciate (art. 10) . Appare necessario inquadrare tale incombenza entro la prospettiva di una legge regionale di recepimento della 353/00, considerata la complessità dell’azione e tuttavia, già da ora, il deterrente costituito dalla costituzione del Catasto potrebbe considerarsi strumento fondamentale di prevenzione. Un altro importante ruolo di Comuni e Comunità Montane può essere delineato, sempre in termini preventivi, nell’ausilio e nella programmazione guidata all’uso tradizionale del fuoco (“c.d. “abbruciamenti” colturali) in aree in cui tali azioni non possono essere (per tradizione, per modalità d’uso consuetudinario etc.) semplicemente vietate, riportando il fuoco immediatamente ad un ambito di illegalità diffusa; si tratta invero di mettere in campo azioni di informazione, coordinamento e organizzazione delle forze per svolgere le operazioni di abbruciamento in tempi di assoluta sicurezza e con modalità che rendano l’incendio intrinsecamente impossibile. Su questo terreno il ruolo delle comunità locali può essere molto significativo, anche contribuendo a far conoscere per tempo le prescrizioni regionali antincendio, e a rendere partecipi gli autori degli abbruciamenti del principio della responsabilità contro il fuoco. Su tale tema le conclusioni del Convegno Regionale “Incendi boschivi e rurali in Sardegna”, svoltosi a Cagliari nel maggio del 2004 a valere proprio su fondi AIB, hanno ben riportato soluzioni e modalità operative di grande interesse. Durante le fasi di consultazione preventiva che la G.R. intende svolgere per presentare e proporre tutti gli adempimenti del Piano Regionale Antincendi, l’incontro con gli EE.LL. in tutte le sedi istituzionali costituisce fase di lavoro organica ed essenziale. Allo stato attuale i presidi antincendio approntati dai Comuni e dalle Comunità Montane, sono rari; il loro inserimento nell’attività antincendio trova definizione in dettaglio nei piani operativi antincendio Ripartimentali allegati.
1.2.3. Enti regionali L’Ente Foreste della Sardegna
L’Ente Foreste della Sardegna, conformemente a quanto disposto dalla lettera c) comma1, dell’art.3 della Legge regionale 9 giugno 1999, n°24, come modificato dalla legge regionale 9 agosto 2002, n.12, ”concorre, con l’apporto di propri mezzi e proprio personale alle campagne antincendio, secondo il Piano regionale antincendio, anche al di fuori dei territori amministrati”. L’articolo 20 della L.R. n. 3, 16 aprile 2003, prevede che l’Ente Foreste “Per l’attuazione delle attività antincendio previste dal piano regionale è autorizzato all’assunzione di personale a tempo determinato per un periodo non inferiore a sei mesi; detto personale può essere impiegato in qualunque comune oltre che per le attività di avvistamento e di lotta, anche in compiti di prevenzione, di preparazione e rimessaggio connessi comunque all’antincendio, ed in particolare nella manutenzione delle strutture e delle infrastrutture, degli automezzi e delle attrezzature in genere, nonché nell’assistenza agli abbruciamenti autorizzati. La misura della assunzione semestrale non esclude la possibilità di ricorso, in caso di comprovata necessità, a contratti di minore durata”.
L’Ente Foreste concorre alla campagna antincendio con personale proprio e con personale stagionale, sotto la direzione e il coordinamento operativo del CFVA. La dislocazione delle squadre di lotta viene riportata nel dettaglio nei piani operativi ripartimentali allegati.
Attualmente il patrimonio forestale gestito dall’Ente Foreste è pari ad oltre 220.000 ettari suddiviso nel territorio come quanto riportato nel prospetto.
Questo patrimonio costituisce una delle principali risorse naturali della Sardegna, nei demani regionali sono infatti presenti molte valenze naturalistiche fra le più importanti dell’isola per lo più comprese all’interno di parchi nazionali (L.394/91) o regionali (L.R.31/89). L’Ente Foreste concorre alla lotta contro gli incendi boschivi, con l’ausilio di 4115 unità, suddivise in Funzionari, Responsabili di Turno, Capi Squadra, operai di lotta, autobottisti, vedette, che collaborano per
garantire la piena operatività delle squadre a terra. Nelle previsioni numeriche è incluso il personale semestrale (961 unità) assunto ai sensi del’art.20 della L.R. n°3 del 16 aprile 2003. Le condizioni climatiche critiche e la maggiore frequenza di incendi che sempre più costantemente caratterizzano l’inizio e la fine del periodo di grave pericolosità d’incendio, ha indotto l’Amministrazione regionale ad estendere per un periodo non inferiore a sei mesi, l’assunzione del personale stagionale. Tale personale quando non risulta impegnato direttamente nella prevenzione o nello spegnimento degli incendi viene utilizzato in attività legate alla prevenzione. Il personale stagionale assunto a tempo determinato (L.R n.3/2003) opera, come il restante personale di ruolo e con le stesse funzioni . La distribuzione giornaliera e settimanale degli orari delle squadre dell’Ente con personale a tempo determinato e indeterminato è stabilita e modificata in conformità a quanto disposto nei Piani Operativi Ripartimentali. Eventuali modifiche derivanti da situazioni particolari quali per esempio giornate o periodi dichiarati a elevato pericolo di incendi dal C.O.R., potranno essere apportate d’intesa tra i Direttori dei Servizi Ripartimentali del C.F.V.A. e i Direttori dei Servizi Territoriali dell’Ente Foreste, nel rispetto della vigente normativa contrattuale e in conformità alle previsioni di piano.
1.2.4. Altri soggetti A) Organizzazioni di Volontariato
Ai sensi dell’articolo 7, comma 3, lettera b), della Legge 353/2000, per gli interventi di lotta attiva le regioni si avvalgono “del personale appartenente ad organizzazioni di volontariato, riconosciute secondo la vigente normativa, dotato di adeguata preparazione professionale e di certificata idoneità fisica qualora impiegato nelle attività di spegnimento del fuoco”.
L’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, nell’ambito delle sue competenze, attua e promuove le iniziative necessarie per dare piena attuazione alla previsione legislativa citata, anche in collaborazione con il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. A tal fine la Regione, le Provincie, i Comuni e le Comunità montane promuoveranno la stipula di specifiche convenzioni per lo svolgimento delle attività di prevenzione, sorveglianza e se in possesso dei requisiti, di lotta attiva, con le associazioni di volontariato iscritte al registro regionale, settore ambiente, di cui all’Art. 5
L.R. n.39/1993.
Associazioni di volontariato operanti nel campo della Protezione Civile (riferimenti nel pdf)
Programma Operativo 2006 “Categoria Antincendio”
Provincia di Cagliari
Provincia di Carbonia-Iglesias
Provincia Medio Campidano
Provincia Oristano
Provincia di Nuoro
Provincia Ogliastra
Provincia Olbia-Tempio
Provincia di Sassari
QUADRO COMPLESSIVO
Totali Associazioni AIB operative anno 2006 50 Volontari iscritti 1347 Volontari presenti in turno 634 Mezzi con mod. AIB delle Associazioni 137 Mezzi del Servizio Prot. Civile da affidare entro 31.05.06: Land Rover Pick Up 90 con mod. AIB 42 Moto “Quad”, 4 rutote motrici con mod. AIB 10 Totale mezzi antincendio del volontariato 147 (137 + 10)
Il Servizio Protezione Civile, Tutela del Suolo e Politiche Forestali, promuove e organizzare per l'anno 2006, nell'ambito delle proprie competenze in materia di protezione civile il programma operativo denominato "Iu statiali in Gaddhura" Dal 15 luglio al 22 agosto 2006, in una area ricadente nei limiti territoriali della Provincia di Olbia-Tempio (Gallura), saranno dislocate operativamente le forze del volontariato appartenenti non solo alle organizzazioni site nella Regione Sardegna ma anche a quelle di altre Regioni che si renderanno disponibili. Il campo base sarà ubicato nel Comune di Luogosanto . Le attività poste in essere saranno volte alla prevenzione e al presidio del territorio, alla lotta attiva e di soccorso e azioni di supporto e sostegno alle istituzioni territoriali. Tali attività verranno programmate secondo le indicazioni e sotto il coordinamento del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, Servizio territoriale di Tempio. Gli operatori del volontariato impegnati complessivamente, nell'arco delle tre turnazioni previste, saranno circa 300.
B) Le Compagnie Barracellari
Le Compagnie Barracellari collaborano con il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale sulla base di quanto stabilisce il Decreto Interassessoriale 19 luglio 1989, n.1029 (in BURAS n. 956 del 19.8.1989). Ai sensi dell’articolo 3 del Decreto medesimo “I piani antincendio comunali, comprensoriali o delle Comunità montane dovranno stabilire le funzioni ed i compiti specifici demandati alle Compagnie barracellari presenti
nell’ambito territoriale considerato. Dette funzioni e compiti saranno altresì richiamati nel piano regionale antincendi, nonché dalle Prescrizioni Regionali Antincendio, contenute nel piano medesimo, e saranno ricondotte al coordinamento operativo del Centro Operativo di Comparto (C.O.C) ovvero della Stazione Forestale di Vigilanza Ambientale competente per territorio”.
Il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, d’intesa con l’Assessorato degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica, sentite le Organizzazioni Sindacali e di Categoria delle Compagnie Barracellari, stipula il protocollo d’intesa che definisce le modalità di partecipazione delle Compagnie Barracellari all’attività antincendio, nel rispetto dei principi stabiliti col richiamato Decreto 1029/89. In particolare il suddetto protocollo stabilirà la possibilità, per tali Compagnie, di operare in caso di urgenza o di giornate ad elevato pericolo, anche al di fuori del Comune di riferimento.
C) Le Associazioni Venatorie e le Autogestite
Le Associazioni Venatorie riconosciute, operanti in ambito regionale, collaborano con i propri associati all’attività di prevenzione e sorveglianza degli incendi. A tal fine vengono siglati specifici protocolli operativi con il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.
D) Le Associazioni di categoria degli agricoltori e degli allevatori
Le Associazioni di categoria degli allevatori e degli agricoltori concorrono all’attività di prevenzione, segnalazione e spegnimento degli incendi, sulla base di un testo di accordo con il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.
E) Le Aziende Agri-Turistico Venatorie
Le Aziende Agri-turistico Venatorie provvedono alla prevenzione e sorveglianza degli incendi negli ambiti territoriali di competenza secondo quanto stabilito nei provvedimenti di istituzione, rinnovo e gestione tecnica delle stesse; in assenza di tali indicazioni specifiche provvedono secondo protocolli operativi siglati con il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.
F) L’A.N.A.S.
L’A.N.A.S provvede alla prevenzione degli incendi lungo la viabilità di competenza, secondo le modalità previste dalle prescrizioni antincendio vigenti. Inoltre concorre con il proprio personale all’attività di sorveglianza degli incendi lungo la viabilità di competenza, secondo le modalità stabilite dal protocollo operativo siglato con il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.
G) Le Ferrovie dello Stato e le Ferrovie della Sardegna
Le ferrovie dello Stato e della Sardegna provvedono alla prevenzione degli incendi lungo le linee ferroviarie
di competenza, secondo le modalità previste dalle prescrizioni antincendio vigenti.
H) L’ ENEL
L’ENEL provvede alla prevenzione degli incendi nelle aree di competenza, secondo le modalità previste dalle prescrizioni antincendio vigenti.
I) GLI OPERATORI DELL’A.T.I. IFRAS
Con Decreto del Ministero dell’ambiente del 16.10.2001 è stato istituito il Parco Geominerario Storico ed Ambientale, con finalità di conservazione e valorizzazione del patrimonio scientifico, storico-culturale ed ambientale dei beni ricompresi nelle principali aree minerarie della Sardegna. Tali Aree sono così suddivise:
DENOMINAZIONE DELL’AREA COMUNI RICOMPRESI
AREA 1 – Monte Arci Pau – Villaverde – Ales – Morgongiori – Pompu – Simala – Logoro -Masullas
AREA 2 -Orani Orani
AREA 3 – Funtana Raminosa Gadoni – Seulo -Seui
AREA 5 -Argentiera Sassari
AREA 6 – Sos Enattos Lula
AREA 7 – Sarrabus Gerrei Goni -Armungia -S. Nicolò Gerrei -Ballao -Silius – Villasalto – Villaputzu -S. Vito -Muravera
AREA 8 SUD – Sulcis Iglesiente Arbus – Guspini – Gonnosfanadiga – Fluminimaggiore – Villacidro – Buggerru – Domusnovas – Iglesias – Gonnesa – Villamassargia – Portoscuso – Carbonia – Narcao – Carloforte – Sant’Antioco – Calasetta – S. Giovanni Suergiu – Santadi – Tratalias -Giba
AREA 8 NORD – Iglesiente Guspinese
All’interno di questi siti, il paesaggio minerario, che comprende tutte le infrastrutture storiche dirette alla specifica attività, oltre che gli edifici abitativi sorti nel tempo intorno alle medesime infrastrutture, è caratterizzato, prevalentemente, da aree con copertura forestale, spesso di particolare pregio ambientale.
Gli insediamenti minerari creano quindi con la vegetazione presente, un paesaggio unico ed inscindibile per il quale la minaccia degli incendi determina evidentemente uno dei principali fattori di pericolo per la salvaguardia del paesaggio medesimo. Nelle scorse campagne antincendio, le intese raggiunte tra il C.F.V.A. e la A.t.i. Ifras S.r.l., incaricata dei lavori di ripristino ambientale nel territorio del Parco Geominerario, hanno permesso di contribuire proficuamente all’attività di sorveglianza e prevenzione antincendio. Anche quest’anno, con rinnovato impegno, l’A.t.i. Ifras S.r.l garantirà, attraverso l’attività di coordinamento dei Responsabili delle suddette aree, nell’ambito territoriale dei cantieri attivi e nei giorni lavorativi dal Lunedì al Venerdì ed escluso il periodo feriale di Agosto, la piena collaborazione nell’attività antincendio, con particolare riferimento a:
• ripulitura, anche in conformità alle richieste dei Comuni, della vegetazione e delle erbe infestanti nelle aree urbane e periurbane dei centri abitati; • segnalazione ai competenti Centri di Coordinamento Antincendio del C.F.V.A., della eventuale insorgenza di incendi, registrata dal personale che opera all’interno dei cantieri del Geoparco; • ridislocazione, ove possibile, anche per limitati archi temporali della giornata, di personale di vedetta per l’avvistamento e segnalazione al C.F.V.A. dell’insorgenza di incendi nelle aree ricadenti o limitrofe ai cantieri in atto; • predisposizione, nelle giornate dichiarate ad elevato pericolo di incendio, di appositi servizi di vigilanza itinerante lungo la viabilità contermine ai cantieri attivi; • limitate attività di bonifica, a fuoco spento, lungo i perimetri di eventuali incendi che abbiano interessato territori interclusi nel Geoparco; • realizzazione, all’interno dei propri territori, nei luoghi concordati con i Servizi Territoriali del C.F.V.A., di vasche e invasi per il rifornimento degli elicotteri e/o dei restanti mezzi antincendio. I Servizi Territoriali del C.F.V.A. provvedono, entro il 01 Giugno 2006 a prendere gli opportuni contatti con i Responsabili delle aree minerarie di competenza al fine di programmare le attività di intervento e collaborazione. A tale scopo i medesimi Servizi, secondo la oggettiva disponibilità, assegneranno, ove occorra, in comodato gratuito e per il periodo necessario ai responsabili di Area, le radio rice-trasmittenti nelle frequenze isoonda in concessione al C.F.V.A., per le comunicazioni locali con il sistema di avvistamento delle vedette regionali e/o della Stazioni Forestali. I piani Operativi Antincendio Ripartimentali contengono, nel dettaglio, tutte le procedure e le modalità operative da seguirsi per l’effettiva ed efficace attuazione della collaborazione da parte degli operatori dell’
A.t.i. Ifras S.r.l. 2. IL COORDINAMENTO OPERATIVO Ai sensi del combinato disposto della L.353/2000, della L.R. 26/1985, della L.R. 31/1998 e del D.P.G.R. 115/2001 e successive modificazioni, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (C.F.V.A.) coordina tutte le attività inerenti la difesa dagli incendi dei boschi e delle campagne.
2.1. Il Centro Operativo Regionale (C.O.R.) Il Centro Operativo Regionale (C.O.R.), fino alla formale costituzione della Sala Operativa Unificata Permanente (S.O.U.P.) , assolve integralmente alle funzioni previste, per la stessa, dalla Legge 353/2000. Il C.O.R. ha sede presso gli uffici della Direzione Generale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. Il C.O.R. coordina gli interventi operativi antincendio e tiene i rapporti operativi con gli altri soggetti coinvolti nell’attività di lotta. Il Servizio Coordinamento, Controllo degli interventi e dell’Antincendio adotta tutte le disposizioni necessarie per garantire l’efficacia delle attività antincendio svolta da tutte le strutture del C.F.V.A., e utili per un eventuale miglioramento.
2.1.1. Funzioni del C.O.R. Il C.O.R. svolge le seguenti funzioni:
a) attiva il concorso aereo nazionale su richiesta dei Centri Operativi Provinciali (C.O.P.) , b) dispone gli interventi dei mezzi aerei regionali ad ala fissa e del mezzo aereo biturbina ad ala rotante , c) nel caso si manifestino più eventi concomitanti effettua le valutazioni necessarie, al fine di individuare le priorità di intervento aereo, in funzione delle seguenti considerazioni :
ß evento interno o limitrofo a parchi nazionali, regionali, o aree sottoposte a tutela ambientale, ß presenza di insediamenti abitati o industriali, ß presenza di abitazioni e/o strutture civili in aree boscata, ß minaccia per gli obiettivi prioritari da difendere, ß condizioni meteorologiche particolarmente avverse, ß inaccessibilità dell’area con mezzi a terra, ß presenza di vegetazione particolarmente vulnerabile.
Il concorso aereo nazionale può essere richiesto comunque dal C.O.R. anche indipendentemente dalle condizioni sopra indicate.
d) verifica e integra, completandolo, il modello B di richiesta concorso aereo nazionale, già compilato dal C.O.P., e lo inoltra al Centro Operativo Aereo Unificato (C.O.A.U).;
e) avalla l’utilizzo da parte dei C.O.P., dei mezzi aerei regionali, all’interno della propria giurisdizione;
f) dispone gli interventi dei mezzi aerei regionali al di fuori della giurisdizione di competenza;
g) invia al C.O.A.U. le comunicazione relative alla movimentazione dei mezzi aerei regionali;
h) garantisce l’efficacia dell’intervento di spegnimento coordinando e, se del caso, attivando tutte le procedure utili per il sinergico intervento di tutte le forze in campo: strutture del CFVA, dei Vigili del Fuoco, delle Forze Armate e di Polizia e degli altri Soggetti coinvolti nella lotta contro gli incendi; i) ordina ai C.O.P. l’attivazione delle “autocolonne antincendio”; j) registra su supporto cartaceo tutte le comunicazioni in entrata e uscita inerenti gli incendi in corso; k) attiva le procedure di disattivazione e riattivazione delle linee elettriche ad alta tensione con l’Ente Gestore; l) adotta la dichiarazione di giornata a grave pericolo di incendio, secondo le procedure prestabilite; m) raccoglie ed elabora i dati relativi agli incendi; n) verifica la puntuale attuazione delle previsioni indicate nei piani operativi ripartimentali.
Il C.O.R., in ogni caso, non dovrà attivare il concorso aereo nazionale qualora venga a mancare il rispetto delle disposizioni emanate dallo Stato Maggiore dell’Aeronautica in attuazione del Decreto Interministeriale del 14 settembre 1989, al fine di evitare incidenti aerei dovuti a carenza di informazioni. Di conseguenza, qualunque richiesta di aeromobili per operazioni antincendio può essere accolta dal C.O.R. solo se corredata delle informazioni contemplate nel modulo MOD “B” -C.O.A.U.
Al C.O.R. e presso i C.O.P. è stato installato uno specifico software che consente di trasmettere i dati georeferenziati relativi agli incendi in corso. Si tratta di un Sistema Informativo Territoriale originariamente progettato dall’ENEL per la trasmissione dei dati necessari per attivare le procedure di disattivazione e riattivazione delle linee elettriche ad alta tensione presenti nelle aree con incendi in atto. Il software, implementato e migliorato dal Servizio Coordinamento e Controllo degli Interventi e dell’Antincendio (con personale proprio) della Direzione Generale del C.F.V.A., consente la trasmissione automatica tra il C.O.P. e il C.O.R. del flusso di dati relativo agli incendi in atto. Mediante una specifica maschera per il caricamento dati è possibile compilare automaticamente e in tutte le sue parti, il modello B per la richiesta del concorso aereo nazionale.
Al di fuori del periodo in cui vige lo stato di rischio d’incendio (1°giugno-15 ottobre) le funzioni del C.O.R. vengono assolte dalla Sala Operativa Regionale del C.F.V.A. incardinata nel Servizio Coordinamento, Controllo degli Interventi e dell’Antincendio.
2.1.2. Dotazione organica del C.O.R. Responsabile del C.O.R. è il Comandante del C.F.V.A., o in caso di sua assenza od impedimento, il Direttore del Servizio Coordinamento Controllo degli Interventi e dell’Antincendio. La dotazione organica di base potrà subire eventuali modifiche in funzione dell’andamento climatico della stagione estiva.
DOTAZIONE ORGANICA DI BASE DEL C.O.R. n°1 Dirigente o Ufficiale del C.F.V.A. Responsabile della Sala Operativa n°1 Ufficiale Ufficiale addetto (solo nei periodi di massimo pericolo) n°1 Ispettore n°1 Assistente n°1 Addetto Informatico
A seguito delle intese intercorse con il Dipartimento della Protezione Civile, nei mesi a massimo pericolo sarà assicurata la presenza al C.O.R. di un Funzionario C.O.A.U. per la diretta movimentazione dei mezzi aerei nazionali. Nelle giornate a elevato pericolo, su richiesta del funzionario responsabile al C.O.R., dovrà essere garantita la presenza dei funzionari o responsabili degli altri Soggetti coinvolti nella campagna antincendio al fine di garantire il collegamento e l’interazione con le Amministrazioni medesime. Anche tali ultimi soggetti dovranno essere muniti di specifica delega e potere decisionale in relazione alle risorse di competenza della struttura di provenienza. L’Ente Foreste inoltre garantisce la continua reperibilità di un funzionario del Servizio tecnico della propria Direzione Generale, per le eventuali esigenze di raccordo regionale. Nel C.O.R. , se possibile, verrà attivato il servizio mensa usufruibile da tutto il personale in servizio. Qualora non fosse possibile attivare il servizio mensa, al personale in servizio che svolge la propria attività lavorativa con turni a scavalco, spetta il buono pasto sostitutivo di valore pari a quello previsto dalle vigenti norme contrattuali.
2.2. I Centri Operativi Provinciali (C.O.P.) I C.O.P. hanno competenza territoriale e sedi coincidenti con quelle dei Servizi Territoriali Ispettorati Ripartimentali del C.F.V.A. (Cagliari, Iglesias, Oristano, Lanusei, Nuoro, Sassari e Tempio Pausania) presso le quali sono allestite le relative sale operative. Fanno eccezione i S.T.I.R. di Nuoro, Oristano, Iglesias e Lanusei dove le sale operative dei C.O.P. vengono allestite rispettivamente presso le Basi Operative di Farcana, Fenosu, Marganai e S.Cosimo. Responsabile del C.O.P. è il Direttore di Servizio Territoriale di competenza e in sua assenza è il responsabile di turno in Sala. Il Responsabile del C.O.P. garantisce la circolazione delle informazioni tra tutti i rappresentanti, dei soggetti concorrenti alla campagna antincendio, presenti in Sala. 2.2.1. Funzioni del C.O.P. Il C.O.P. svolge le seguenti funzioni : a) coordina e controlla le attività antincendio dei Centri Operativi di Comparto (C.O.C.) giurisdizionalmente competenti; b) trasmette al C.O.R., con sufficiente anticipo, tutte le informazioni utili per l’eventuale dichiarazione di giornata a elevato pericolo di incendio; c) provvede, ricevuta la dichiarazione di giornata a elevato pericolo d’incendio, all’attuazione di tutte le procedure previste per tali giornate;
d) comunica tempestivamente al C.O.R., motivando adeguatamente, le necessità d’intervento dei mezzi aerei regionali di competenza, al fine di ottenere il contestuale consenso all’utilizzo dei medesimi;
e) inoltra al C.O.R. le motivate richieste di intervento di ulteriori mezzi aerei regionali dislocati in altre giurisdizioni; f) inoltra al C.O.R. le motivate richieste di concorso aereo nazionale, con invio contestuale del “modello B” , compilato con il software “ALINA” implementato;
g) inoltra al C.O.R. le motivate richieste di concorso aereo per i mezzi regionali ad ala fissa e per il mezzo aereo biturbina ad ala rotante , con invio contestuale del “modello B” , compilato con il software “ALINA” implementato;
h) su ordine del C.O.R., dispone l’immediata movimentazione dei mezzi aerei regionali per gli interventi al di fuori della giurisdizione di competenza; i) emana disposizioni per l’attivazione delle squadre elitrasportate, in conformità alle previsioni del Piano Antincendio Regionale; j) individua il coordinatore delle operazioni di spegnimento (ex Direttore del Fuoco) in conformità alle previsioni del Piano Antincendio Regionale; k) allerta e dispone, sentito il coordinatore delle operazioni di spegnimento, l’invio sull’incendio della
“Unità di crisi” della propria giurisdizione, e informa contestualmente il C.O.R.; l) richiede al C.O.R. l’attivazione e l’invio di una o più autocolonne antincendio sui “grandi incendi”; m) attiva le procedure per l’approntamento dell’autocolonna antincendio di competenza; n) su ordine del C.O.R., attiva tutte le procedure per la costituzione dell’autocolonna, così come specificato nei piani operativi ripartimentali, anche per eventuali interventi fuori giurisdizione; o) attiva le procedure di disattivazione e riattivazione delle linee elettriche a media e bassa tensione con l’Ente Gestore secondo le modalità operative riportate in allegato; p) aggiorna costantemente il C.O.R. sull’andamento delle operazioni di spegimento e sull’evoluzione dell’incendio; q) compila per ogni evento e in tutte le sue parti la “ Scheda incendio” allegata al presente piano; r) movimenta la eventuale seconda squadra di lotta dell’Ente Foreste dislocata a presidio dei perimetri forestali amministrati dallo stesso Ente;
2.2.2. Dotazione organica dei C.O.P La dotazione organica di base potrà subire eventuali modifiche in funzione dell’andamento climatico della stagione estiva.
DOTAZIONE ORGANICA DI BASE DEL C.O.P. n°1 Dirigente o Ufficiale del C.F.V.A. Responsabile della Sala Operativa n°1 Ispettore del C.F.V.A. Addetto alla Sala Operativa; n°2 Assistenti del C.F.V.A. Addetti alla Sala Operativa n°1 Funzionario dell’Ente Foreste della Sardegna Con funzioni di collegamento n°1 Funzionario dei Vigili del Fuoco Con funzioni di collegamento
Al fine di ottimizzazione l’organizzazione e il pronto intervento delle squadre di lotta dell’Ente Foreste impegnate nella campagna antincendi, l’Ente medesimo assicurerà la presenza di un proprio funzionario presso ciascun C.O.P., dalle ore 10:00 alle ore 19:00, che nel restante arco orario resterà a disposizione in regime di reperibilità. In ciascun C.O.P. tutti gli operatori avranno a disposizione una postazione di lavoro adeguatamente attrezzata e provvista di apposita linea telefonica per le comunicazioni di servizio.
Il funzionario dell’Ente Foreste, in servizio al COP, dovrà essere munito di specifica delega e potere decisionale in relazione alla movimentazione delle squadre del medesimo Ente, operanti nella giurisdizione territoriale del COP.
Nei C.O.P. , se possibile, verrà attivato il servizio mensa usufruibile da tutto il personale in servizio. Qualora non fosse possibile attivare il servizio mensa, al personale in servizio che svolge la propria attività lavorativa con turni a scavalco, spetta il buono pasto sostitutivo di valore pari a quello previsto dalle vigenti norme contrattuali.
2.2.3 Compiti del funzionario dell’Ente Foreste in turno al C.O.P. Il funzionario dell’Ente Foreste provvede, con competenza relativa alla giurisdizione del C.O.P. presso cui opera a :
• verificare e modulare l’operatività delle squadre di lotta e di bonifica, definendo su indicazione del Responsabile del C.O.P. l’ eventuale anticipo e/o posticipo dei turni di attività; • organizzare, e movimentare su richiesta del responsabile del C.O.P., adeguate squadre di bonifica valutando l’eventuale impiego di personale non idoneo all’A.I.B., o l’impiego di personale proveniente anche da perimetri relativamente distanti dal luogo dell’incendio.
• attivare le procedure di competenza relativamente all’attuazione del Piano straordinario di controllo dei sistemi stradali e a tutte le altre attività straordinarie di ricognizione, sorveglianza o avvistamento itinerante • attivare e coordinare il personale dell’E.F.S. per la formazione dell’autocolonna antincendio secondo le modalità previste nei piani operativi ripartimentali e le indicazioni ricevute dal responsabile C.O.P.. • movimentare, su richiesta del Responsabile C.O.P., le squadre di lotta negli incendi in cui è necessario impiegare altre squadre provenienti da diversi Compendi Forestali dell’Ente . 2.3. I Centri Operativi di Comparto (C.O.C.) Il C.O.C. coincide con la Stazione Forestale e rappresenta la struttura di coordinamento operativo di base. Il
C.O.C. ha competenza territoriale intercomunale corrispondente con la giurisdizione della Stazione Forestale relativa e garantisce la tempestività del primo intervento. Il Comandante di Stazione, o in sua assenza il suo sostituto, è anche responsabile del C.O.C.
Il responsabile del C.O.C. predispone il servizio antincendio nella propria giurisdizione in conformità alle previsioni del piano operativo ripartimentale il quale stabilisce comunque dei parametri minimi inderogabili. Le attività proprie del C.O.C. potranno essere svolte anche in modo itinerante, a tal fine le pattuglie utilizzeranno un automezzo con modulo A.I.B. e tutte le attrezzature necessarie per il primo intervento di lotta.
2.3.1. Funzioni del C.O.C. Il C.O.C. svolge le seguenti funzioni :
a) riceve l’allarme relativo agli incendi insorti nella giurisdizione di competenza dalle postazioni di avvistamento, dalle pattuglie o vedette itineranti, dalle segnalazioni al numero verde 1515 o da altre fonti;
b) attiva la pattuglia del C.F.V.A. in servizio; c) attiva le squadre di pronto intervento dell’Ente Foreste, esterne ai perimetri forestali; d) attiva la squadra di pronto intervento dell’Ente Foreste, interna ai perimetri forestali, informando
contestualmente il C.O.P.; e) attiva tutte le eventuali altre squadre antincendio presenti sul territorio di competenza (squadre comunali e di volontariato); f) invia tempestivamente al C.O.P. le informazioni relative agli incendi in atto e le forze al momento impiegate; g) effettua le prime valutazioni e previsioni, in funzione del luogo di insorgenza segnalato, relativamente alla pericolosità dell’incendio anche per la pubblica incolumità, h) quantifica il fabbisogno di mezzi necessari per lo spegnimento anche prima che la pattuglia del
C.F.V.A giunga sul posto; i) richiede tempestivamente al C.O.P. l’intervento dei mezzi, anche aerei, ritenuti necessari per lo spegnimento; j) acquisisce e trasmette al C.O.P. tutte le informazioni utili ai fini della individuazione delle giornate ad elevato pericolo d’incendio; k) provvede all’attivazione di tutte le procedure di competenza previste per le giornate a elevato pericolo; l) informa il C.O.P. e tutte le forze presenti in campo circa l’assunzione del coordinamento delle operazioni dei spegnimento; m) coordina, nelle operazioni di spegnimento nell’ambito della propria giurisdizione, tutti i Soggetti impegnati nella lotta attiva (pattuglie C.F.V.A. , squadre Ente Foreste, barracelli, volontari, ecc.), Tutte le informazioni verranno inviate seguendo lo schema riportato sulla scheda tascabile allegata al presente piano. Se ritenuto opportuno, e comunque in carenza di personale, il C.O.C. potrà comprendere più Stazioni Forestali. Tale previsione dovrà essere adeguatamente contemplata e motivata nei piani operativi ripartimentali. Nel C.O.C. al personale in servizio che svolge la propria attività lavorativa con turni a scavalco, spetta il buono pasto sostitutivo di valore pari a quello previsto dalle vigenti norme contrattuali.
2.3.2. Funzioni antincendio della Stazione Forestale In ogni Stazione Forestale, coincidente con il C.O.C. viene allestito un quadro murale costituito da una base cartografica in adeguata scala di rappresentazione riportante la dislocazione di tutte le squadre antincendio operanti nella giurisdizione, i punti di approvvigionamento idrico e le postazioni di avvistamento fisse. Le stesse informazioni sono riportate in un apposito fascicolo cartaceo utilizzabile anche in campagna e contenente ulteriori informazioni utili ai fini del coordinamento quali ad esempio i recapiti telefonici dei Soggetti coinvolti nelle attività antincendio. Il Comandante della stazione forestale, o il suo sostituto, dovrà in particolare organizzare le seguenti attività:
a) predisposizione turni di servizio in modo da garantire l’operatività durante le ore della giornata a elevato pericolo; b) attività di prevenzione e sorveglianza; c) delimitazione fisica del luogo di insorgenza dell’incendio, preservandolo da eventuali contaminazioni; d) effettuazione tempestiva dei i necessari accertamenti e rilievi sui luoghi prima ancora che il Pubblico Ministero abbia assunto la direzione delle indagini, al fine di accertare le tracce e le cose pertinenti al fatto-reato ed evitare che le stesse si alterino o si disperdano; e) rilevamento i dati relativi agli incendi verificatisi nella giurisdizione di competenza; f) invio dei dati al Servizio Territoriale competente mediante la compilazione degli appositi modelli INCE; g) rilevamento delle aree percorse da incendio secondo le procedure e modalità impartite dal Servizio Coordinamento e Controllo degli Interventi e dell’Antincendio. h) Attestazione, su richiesta degli stessi, dell’attività antincendio svolta dalle Associazioni di Volontariato e dai barracelli.
2.4. Coordinatore delle operazioni di spegnimento (ex Direttore del Fuoco) C.O.S. 2.4.1. Riferimenti normativi Competenza della Regione in materia di coordinamento delle operazioni di spegnimento a terra.
La materia “del coordinamento delle operazioni a terra anche ai fini dell’efficacia dell’intervento dei mezzi aerei per lo spegnimento degli incendi boschivi” è attribuita alle regioni (articolo 7, comma 5, Legge 353/2000).
Le regioni, inoltre, ai sensi dell’articolo 3 della L.353 citata “ approvano il piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi………….sulla base di linee-guida deliberate dal Consiglio dei Ministri”.
Le linee-guida in esame, approvate con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri 20 dicembre 2001, al punto 20, nella parte inerente lo “spegnimento” prescrivono che “sono individuati su apposita mappa gli obiettivi da difendere, con indicazione delle priorità, e l’ambito territoriale di pertinenza di ciascuna squadra. Per ogni ambito territoriale viene altresì individuata la figura del coordinatore delle operazioni”.
Per stabilire all’interno del medesimo quadro ordinamentale il soggetto cui spettano i poteri-doveri di “coordinatore delle operazioni di spegnimento”, deve preliminarmente richiamarsi la L.R. n.1/1977. Questa, invero incardina le funzioni amministrative in materia di incendi nelle campagne in capo all’Assessorato Regionale della Difesa dell’Ambiente.